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Perugia, Guarducci insiste: "Un polo del cioccolato al Mercato coperto"

Giovanni Dozzini
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Al Mercato coperto? Un polo interamente dedicato al cioccolato. L’idea, ça va sans dire, è di Eugenio Guarducci, che ieri l’ha lanciata con il pretesto della presentazione del Nuovo Amaro del Dipendente prodotto da Eurochocolate – o meglio da Costruttori di Dolcezze, che di Eurochocolate è emanazione - in collaborazione con Antica Valle Francescana. Una sorta di messaggio nella bottiglia, in questo caso una bottiglia di amaro alla granella di cacao, da recapitare al Comune di Perugia. “Il cioccolato fa parte dell’identità di Perugia. Non è affare della Nestlé o di Guarducci, ma di tutta la città. È un vero e proprio bene comune. E allora l’amministrazione dovrebbe considerarlo alla stregua della rete stradale o di quella fognaria”.

 

 

 

 

 

Quindi Guarducci, oltre alla destinazione, suggerisce al Comune anche la via da intraprendere per sbloccare finalmente l’impasse del Mercato coperto. “Serve una fondazione – dice – Una fondazione come quella di Umbria Jazz. La fa il Comune, c’entrano dentro gli altri enti che hanno partecipato alla ristrutturazione, a partire dalla Regione, e anche qualche privato. La fondazione realizza direttamente il progetto. Poi mette a bando la gestione”. Una gestione alla quale si candiderebbe innanzitutto lui. “Certo. Al Mercato coperto immagino un museo del cioccolato, e una parte per l’intrattenimento, sempre ispirata al cioccolato. Mentre la terrazza rimarrebbe a libero accesso per tutti. Il modello è quello di Colonia: una fondazione proprietaria del museo del cioccolato e una società che lo gestisce staccando ogni mese un assegno per l’affitto. Negli anni, grazie ai biglietti, si sono inoltre prodotti degli extraprofitti che la fondazione ha reinvestito in start up riguardanti anche tutt’altri settori”.

 

 

 

 

 

L’essenziale, spiega il patron di Eurochocolate, è che il Comune si assuma la responsabilità di decidere con chiarezza cosa fare del Mercato coperto. “Non è possibile essere ancora al punto di proporre un bando libero in cui possa entrare di tutto. Il Comune dovrebbe avere una visione strategica, le idee chiare: al momento secondo me la proposta di un polo del cioccolato è la migliore, ma se ne venissero fuori altre ancora migliori io, da operatore turistico e commerciante del centro, sarei solo contento. Un museo di arte contemporanea. Un museo del cashemere. Qualsiasi cosa, pur che abbia una identità ben definita. E che sia magari in grado di dialogare con gli Arconi. Un altro posto sul quale mi pare che si stia accumulando parecchio ritardo”.