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Umbria, caro bollette: 2.000 ambulanti denunciano un calo di fatturato del 30%

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Alessandro Antonini
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Tutti i settori sono colpiti dai rincari energetici e dei carburanti. Alcuni sono più penalizzati. Oltre alle aziende cosiddette energivore, in testa alla classifica, poco sotto ci sono alcune categorie che devono fare i conti con i costi dei rincari di metano per auto ma anche benzina e gasolio, insieme alle bollette della luce e l’aumento del prezzo delle materie prime. Tra questi in Umbria si contano duemila ambulanti -aderenti alla Fiva Confcommercio - che con cadenza giornaliera si spostano di mercato in mercato, facendo rifornimento di continuano, e consumano corrente. Il presidente della Federazione per l’Umbria, Mauro Fortini, calcola per quest’anno un calo tendenziale del fatturato di circa il 30%. Un dato medio, che tiene conto delle importanti differenze all’interno del segmento composto da forfettari, hobbisti e aziende con decine di fiere e mercati all’attivo. “Con l’aumento dei costi di energia e carburanti, nonché dele materie prime - spiega Fortini, che è titolare di un banco di fiori - il calo del 30% è certamente una previsione attendibile”. Il gap è dato principalmente dalle bollette impazzite. Lo stesso Fortini ci documenta un incremento alla voce energia consumata - luglio 2022 su luglio dello scorso anno - di oltre il doppio. Nel dettaglio, la bolletta “energetica” (che tiene conto solo dei costi dell’elettricità) di due mesi fa è di 2.490 euro per l’attività di Fortini. Dodici mesi prima è stata di 1.223 euro.

Al netto della stessa attività prestata. Ma non c’è solo la corrente. E neanche soltanto i carburanti. Materie prime, si diceva. Torniamo al caso Fortini, nel campo dei fiori. Già a febbraio le rose rosse hanno raddoppiato il prezzo rispetto all’anno precedente. “Per un fiore di 80 centimetri di gambo la spesa è passata da 80 cent in fase di acquisto a 1,70 euro, questo perché arrivano per il 90% dall'estero”, ha segnalato il fiorista e presidente Five, che ogni sabato è al lavoro nel suo stand al mercato di Pian di Massiano. “La produzione italiana - è la testimonianza di Fortini - è quasi azzerata, si lavora con prodotti di importazione e gli aerei sono i mezzi ora più usati: da qui i rincari esorbitanti”. Come le rose anche le orchidee sono schizzate in alto: 8 euro un rametto, e di questo passo il costo è destinato ad aumentare.

“Sul mercato cerchiamo di mantere i prezzi più bassi”, conclude Fortini. Rincari anche per gli altri prodotti, in particolare per quelli che arrivano da fuori Italia e devono fare i conti con i rincari dei carburanti sul fronte trasporti. Anche dagli ambulanti sale la richiesta di mobilitazione delle istituzioni regionalli e nazionali.Il caro energia ha indotto Confcommercio Umbria a protestare il 5 settembre scorso in 13 piazze della regione, co il falò delle bollette bruciate in strada.