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Trasimeno, due specie a rischio estinzione saranno salvate al Centro ittiogenico. Sono l'ululone appeninico e la testuggine palustre europea

Nicola Torrini
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Sorgeranno negli spazi del Centro ittiogenico magionese di Sant’Arcangelo, di proprietà della Regione Umbria e gestito dall’Agenzia forestale regionale (Afor), due centri per la riproduzione in cattività di due specie animali particolarmente rare e a rischio di estinzione. L’iniziativa prenderà vita nell’ambito del progetto settennale Life Imagine (2020-2027), promosso dal programma europeo Life, che nasce con la finalità di sostenere lo sviluppo di una strategia integrata, unificata, coordinata e partecipativa di gestione della rete Natura 2000 in Umbria. Il budget di tutto il progetto ammonta a circa 15,6 milioni di euro, finanziati in gran parte dalla Commissione europea e cofinanziati dai partner Regione Umbria, Università degli studi di Perugia (Dsa3), dell’Aquila, di Camerino e di Sassari, Comunità Ambiente, Afor, Studio naturalistico Hyla e Parco nazionale dei monti Sibillini. Tra le altre cose, il progetto mira alla conservazione e al mantenimento delle zone umide e degli habitat agricoli e forestali nel territorio regionale, e prevede interventi concreti di conservazione per molte specie.

 

 

Un centro si occuperà dell’allevamento dell’ululone appenninico (Bombina variegata pachypus), un piccolo anfibio lungo circa 5 centimetri che, ormai, in Umbria si riproduce esclusivamente in piccole raccolte d’acqua, spesso anche artificiali, quali ad esempio gli abbeveratoi per il bestiame, localizzate in poche zone della Valnerina e dello spoletino. La seconda specie è la testuggine palustre europea (Emys orbicularis), una testuggine di acqua dolce a oggi presente in Umbria solo in una zona nei pressi della Selva di Meana. “Ci occuperemo in particolare di queste due specie – spiega lo zoologo Cristiano Spilinga, titolare dello Studio naturalistico Hyla – perché sia a livello regionale che nazionale sono in forte rarefazione e soggette a estinzioni locali”.

 

 

Per realizzare le strutture, che prenderanno forma nel corso del 2023, verranno utilizzate parte delle aree esterne e verranno in particolare predisposte delle piccole raccolte d’acqua per l’allevamento e la riproduzione delle specie, recintate con rete a maglia molto stretta per non far entrare predatori. Verrà allestito inoltre uno spazio interno nei locali del Centro ittiogenico per il posizionamento di acquari utili alla schiusa delle uova e allo sviluppo dei girini dell’ululone appenninico e per l’accrescimento delle giovani testuggini in ambiente controllato. Sempre negli spazi interni verrà realizzato uno spazio a uso didattico che potrà essere utilizzato per svolgere attività con le scuole. Queste attività verranno coordinate da personale qualificato dello Studio naturalistico Hyla, con il supporto dell’Agenzia forestale regionale e del Servizio Sistemi naturalistici e zootecnia della Regione Umbria.