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Terni, evasione Tari: recuperati dal Comune oltre 4,5 milioni di euro

Simona Maggi
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Evasione della Tari il Comune di Terni sta cercando di recuperare il pregresso degli anni 2016-2017 che hanno influito negativamente, insieme ad altre pendenze, portando l’ente al dissesto. In tutto sono stati inviati 13 mila avvisi per un totale di evasione pari a 11 milioni e 200 mila euro.

 

Al momento sono stati recuperati 4 milioni e 650 mila euro di cui incassati 2 milioni e 600 mila euro e rateizzati altri 2 milioni e 50 mila euro. Non molti, ma che hanno fatto diminuire il debito iniziale. Per quanto riguarda, invece il 2018-2019 gli avvisi sono 10 mila su 10 milioni di Tari non pagata dagli utenti che da palazzo Spada devono essere recuperati. Ovviamente per chi si è “dimenticato” o in quel momento in cui era arrivata la Tari si trovava in difficoltà economica e non ha potuto pagare magari può chiedere una rateizzazione in maniera tale da mettersi in regola piano piano.

“Capisco benissimo il momento difficile che stiamo attraversando – spiega l'assessore al bilancio, Orlando Masselli – ma questi sono debiti pregressi accumulati in passato. Purtroppo siamo costretti al recupero perché va sempre ricordato che siamo un Comune in dissesto e quindi non si può fare altrimenti”.

 

 

Di fatto prima l'evasore si mette in regola e meno deve pagare perché altrimenti dall'avviso si passa ad altre fasi riguardo al recupero del debito pregresso. Un sacrificio per gli utenti per non avere debiti con palazzo Spada. Purtroppo tra le cause che hanno spinto alcuni cittadini a non pagare certo ci sono motivazioni ben serie e riconducibili a problemi economici.

Ora, malgrado il difficile momento in cui i rincari delle utenze stanno soffocando aziende e famiglie, anche la Tari è un'altra tegola che deve essere saldata magari con un accordo di rateizzazione se non si può pagare per intero il debito. Alla fine è interesse sia del Comune che del cittadino trovare un punto d'accordo.

Va ricordato che dal 2021 non è più una tassa, ma una tariffa, con relativi introiti che finiscono nelle casse del gestore del servizio, che in questo caso è l’Asm. Infatti fino al 31 dicembre del 2020, però, la Tari era l’imposta comunale che, per il Comune di Terni, ha fatto registrare negli anni il più alto tasso di evasione, tanto che alla base del dissesto, con le cui conseguenze l’attuale amministrazione ancora deve fare i conti. Se da una parte palazzo Spada deve coprire il buco che ha portato al dissesto dall'altra i cittadini devono adempiere al proprio dovere, ovvero pagare le tasse e se si è in difficoltà raggiungere un accordo bonario. Dunque non resta altro che se arriva l'avviso affrontare la situazione.