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Umbria, Cna chiede intervento Regione per creazione impianti autoproduzione energia

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Mentre si attendono con ansia le decisioni dell’Unione europea sull’introduzione di un tetto al prezzo del gas e sulle conseguenze che tale scelta avrà anche sui costi dell’energia, e mentre il governo Draghi appronta altri provvedimenti a sostegno delle imprese, anche la Regione Umbria può giocare un ruolo strategico in questa partita. Ne è convinta la Cna, che con il presidente regionale torna sulla questione.

 


“Il prezzo del gas – dice Michele Carloni - rappresenta il tema dei temi sul quale si decide il destino di milioni di imprese, lavoratori e quindi del Paese. Perciò speriamo arrivino notizie positive dalla riunione dei ministri dell’energia dell’Ue di venerdì prossimo. Ma noi crediamo che anche a livello locale potremmo avere delle carte da giocare se la Regione decidesse di scommettere sull’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, da parte delle micro, piccole e medie imprese del territorio. Innanzitutto anticipando l’approvazione della nuova programmazione dei Fondi strutturali 2021/2027 e destinando risorse cospicue a bandi per la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese che vorranno installare pannelli fotovoltaici sui tetti dei capannoni industriali e dei laboratori artigianali. Riteniamo che gli investimenti a livello locale nel breve periodo possano rappresentare la via maestra da seguire per rendere le imprese più indipendenti e garantirne la sopravvivenza. La Cna si sta muovendo anche a livello nazionale per far sì che all’interno del nuovo piano di Transizione 4.0 vengano inseriti gli investimenti per i piccoli impianti di autoproduzione da finanziare attraverso il meccanismo dei crediti di imposta. Non solo – aggiunge Carloni - la Regione dovrebbe rivedere il recente regolamento per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle zone agricole e industriali, eliminando le restrizioni introdotte rispetto alla normativa nazionale, in particolare quelli relativi all’installazione di impianti nelle aree a destinazione industriale. Vanno soprattutto aboliti i vincoli introdotti nelle aree di pertinenza delle aziende esistenti, per permettere alle imprese, a partire da quelle manifatturiere a rischio chiusura, di utilizzare i terreni di proprietà per l’autoproduzione di energia. Inoltre – va avanti il presidente regionale della Cna – considerando i problemi a cui stiamo andando incontro come sistema Paese, ormai è imprescindibile fare alcune scelte, come la realizzazione immediata dei rigassificatori necessari, ma anche di nuovi termovalorizzatori.

 

 


In questo caso per l’Umbria significherebbe anticipare al 2025 quello previsto dal nuovo piano dei rifiuti presentato recentemente dall’assessore Morroni. Alla luce dei contenuti della nuova programmazione europea confidiamo nel fatto che la Regione si muova in tal senso, accelerando quanto già concordato in sede di programmazione del Fesr. Infine – conclude Carloni - auspichiamo in uno sforzo della Regione, che potrebbe fornire un ulteriore sostegno alle imprese e all’occupazione definendo già da oggi una ferrea programmazione di tutti i bandi per lo sviluppo”.