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Umbria, falò in piazza contro il caro bollette. Negozianti, baristi e albergatori: "Se continua così noi chiudiamo"

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L'Umbria del commercio scende in piazza contro il caro bollette. Perugia, Terni, Assisi, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Gualdo Tadino, Marsciano, Norcia, Spoleto, Umbertide sono stati i luoghi di una protesta simbolica, che ha voluto rappresentare un livello di esasperazione e preoccupazione altissimo. Ben in evidenza cartelli con alcuni esempi di aumenti di bollette: i costi sono mediamente triplicati rispetto agli stessi mesi del 2021, ma in alcuni casi gli aumenti sono ancora più clamorosi.   
E poi in ogni piazza c’è stato il falò delle bollette, momento clou di una iniziativa che è nata davvero dal “basso”, dall’angoscia di imprenditori che temono fortemente per il futuro della propria attività.   

 

 

 

 

 

 

 

 

La protesta prevede anche lo spegnimento di luci e insegne delle imprese, escluse quelle in attività, durante le ore notturne dalle 20 di lunedì 5 fino a venerdì 9 settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Con aumenti dei costi dell'energia del 300%/400% e una incidenza sui costi di gestione altissima lavorare è impossibile - ha sottolineato il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni. - Molte imprese hanno fiato per 1-2 mesi, poi, se non saranno posti freni agli aumenti, saranno costrette a soluzioni drastiche. A tanti converrà chiudere piuttosto che tenere aperto. Ma una scelta del genere per un imprenditore è drammatica, anche perché siamo perfettamente consapevoli dell’impatto sociale e occupazionale che ne deriverebbe: perdita di posti di lavoro e contemporanea ulteriore inflazione a causa di aumenti inevitabili dei prezzi per chi vuole continuare a stare aperto".