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Caro energia, volontariato sanità: "Senza interventi servizi a rischio"

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Prezzo di energia e carburanti alle stelle: il problema non risparmia nessuno. Nemmeno le associazioni di volontariato sanitario che rivestono un ruolo fondamentale nella rete dell’assistenza ai malati. E, parlando con i presidenti delle tre principali realtà - Croce Rossa, Anpas e Misericordie - emerge un allarme che non può essere ignorato. Ovvero che se, in qualche modo le cose non cambiano, senza andare troppo avanti nel tempo, alcuni servizi potrebbero non essere garantiti. Il motivo purtroppo è semplice: le associazioni, che si occupano di tanti servizi tra i quali anche quelli importantissimi come l’accompagnare i pazienti dimessi dagli ospedali a casa, oppure portare i malati dalle loro abitazioni a fare le sedute di terapia quali chemio o dialisi, non riusciranno ancora molto a lungo a far fronte ai costi impazziti a fronte di rimborsi che invece non sono al passo coi tempi. 

 

 


All’inizio di maggio, Paolo Scura (presidente Croce Rossa Umbria) Marco Prestipino (presidente Anpas Umbria), e Ivo Massinelli (coordinatore regionale Misericordie dell’Umbria) avevano incontrato la presidente della Regione, Donatella Tesei e l’assessore alla sanità, Luca Coletto e avevano già messo sul tavolo il problema del caro carburanti. I tre rappresentanti avevano spiegato che sarebbe stato necessario un intervento per arrivare ad avere intanto una tariffa unica di rimborso, meglio se aggiornata ai tempi. Le associazioni infatti percepiscono rimborsi chilometrici (che vanno all’incirca dai 68 ai 79 centesimi) per i servizi effettuati in convenzione con la sanità regionale e che, diversamente finirebbero solo in mano a privati. E in quei rimborsi deve starci dentro tutto: il carburante, la manutenzione per le ambulanze, tute e calzari per i volontari, la loro formazione, le assicurazioni. In quella sede era stata anche sollecitata la stesura di nuovi bandi non al ribasso. “C’è stata una buona interlocuzione - dice Paolo Scura - e ci eravamo dati appuntamento dopo l’estate per valutare nuovamente la situazione. Nel frattempo purtroppo le cose non sono migliorate, anzi è tutto aumentato. Basti pensare che le bottigliette d’acqua che noi forniamo ai nostri volontari le pagavamo prima 6 centesimi e adesso 14”. “Al momento - aggiunge Scura - soprattutto i servizi dimissioni e visite, stanno soffrendo, riusciamo ancora a farcela ma qualcuno in Umbria sta pensando di non fare più le dimissioni”. “Le nostre associazioni - spiega Ivo Massinelli, coordinatore regionale delle Misericordie - gestiscono oltre il 70% dei trasporti sociosanitari della regione, siamo un valore che non si può accantonare, siamo stati, senza tema di smentita, colonne portanti anche nell’emergenza Covid. Ed è difficile poi dire no alle richieste dei cittadini che, anche loro, a causa della crisi fanno offerte sempre più basse a fronte del trasporto richiesto. Noi stiamo cercando di risparmiare il più possibile su tutto, ma le criticità sono enormi. E con l’inverno alle porte e quel che vuol dire in termini di spesa, la situazione può solo che peggiorare”.

 

 


Marco Prestipino che sottolinea come “i costi ovviamente sono lievitati per tutti, non solo per noi ma anche per le istituzioni” propone soluzioni concrete: “Io - spiega - sono convinto che si possa co-produrre e co-progettare con la Regione un servizio con le ricorse che ci sono e ci saranno. Penso che con una strategia condivisa, un’organizzazione che passi per la razionalizzazione ma non per i tagli, si possano anche trovare spazi per nuovi servizi. Perché noi vogliamo fare volontariato nel welfare, integrati nel sistema”. Nella pratica, secondo Prestipino andrebbero ad esempio organizzate meglio le dimissioni, “sia per lontananza dall’ospedale che per orario. Oltre un certo orario ad esempio diventa proibitivo. Chi vive più distante dall’ospedale andrebbe dimesso la mattina. Si potrebbe creare un progetto regionale delle dimissioni protette. E poi c’è il tema dei costi. Servirebbe un centro unico dei costi. Mi spiego, se ognuno di noi acquista gasolio avrà un prezzo, se tutti insieme, a livello regionale, magari con la mediazione delle istituzioni acquistassimo da uno stesso fornitore si potrebbe pensare a una scontistica. Se la Regione facesse leva sul governo per garantire la centralizzazione per l’acquisto del carburante per le associazioni di volontariato che hanno rapporti con la pubblica amministrazione sarebbe ottimo. Come per il carburante lo stesso discorso si potrebbe fare per la manutenzione delle ambulanze, o l’acquisto di dpi. Alla luce dei tempi - conclude - dobbiamo reingegnerizzare tutto altrimenti si rischia che qualche servizio possa saltare”. Lo conferma anche Fabrizio Alunni, presidente della Misericordia di Magione: “Noi –spiega - facciamo il possibile e l’impossibile per far fronte alle richieste dei cittadini ma non riusciremo a lungo a stare dietro a tutto. Con questi costi impazziti: i calzari che fino a qualche mese fa costavano 50 centesimi ora sono arrivati a 2,10 euro. E’ insostenibile”.