Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, il caro energia minaccia anche teatri e cinema. Stagioni in bilico e temperature più basse

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

A teatro e al cinema le nuove stagioni anche in Umbria sono in procinto di iniziare. Ai botteghini già aperte le campagne abbonamenti. Ma la ripartenza è ancora una volta appesantita dalle preoccupazioni: dopo il lockdown sanitario, ora si teme il caro energia che impatta su chi organizza gli spettacoli dal vivo e in particolare su chi gestisce gli spazi e le sale. Anche perché nella regione molti di questi luoghi sono antichi, per quanto riguarda i teatri, o comunque in stabili datati, soprattutto nel caso dei cinema. Per il Teatro stabile dell’Umbria il costo dell’energia negli ultimi sei mesi, paragonato alla stessa attività del 2019, è sostanzialmente raddoppiato “e solo a fine anno sarà possibile fare una valutazione sull’incidenza degli aumenti nella nostra attività” riporta il direttore Nino Marino. “Grazie alle opere di restauro realizzate recentemente - prosegue Marino - al teatro Morlacchi ora abbiamo ottenuto un’efficienza energetica di tutto il complesso”. Provvedimenti per risparmiare? “Per ora saranno quelli della gestione secondo la massima attenzione e rigore per evitare gli sprechi e tutti i consumi non necessari. Ad esempio nonostante il caldo degli ultimi anni abbiamo scelto di non dotarci di condizionatori e per l’inverno di mantenere la temperatura degli uffici a 19 gradi”. E per quanto riguarda il costo dei biglietti? “Avevamo già previsto un aumento simbolico di un euro a tagliando - conclude Marino - visto che i prezzi erano fermi al 2018. La nostra scelta è quella di non gravare sul pubblico per l’aumento del costo dell’energia”.

 

 

Dallo Stabile umbro a Fontemaggiore altra realtà operante su tutta la regione: "Siamo molto preoccupati per il caro bollette. Noi - spiega la direttrice artistica Beatrice Ripoli- gestiamo un teatro storico come il Subasio di Spello che ha impianti di riscaldamento e infissi obsoleti e con notevole dispersione di calore. A San Sisto, al teatro Brecht, da anni abbiamo problemi con un impianto che non funziona come dovrebbe al punto che per riuscire a riscaldare adeguatamente, quando programmiamo gli spettacoli dobbiamo tenerlo acceso anche la notte. Inoltre nella nostra sede organizziamo corsi di teatro per noi irrinunciabili. Il Comune non ci dà sostegni finanziari e al di là di tutte le accortezze che adotteremo per risparmiare al massimo nel riscaldamento, in questa delicatissima fase sarebbe vitale avere finanziamenti straordinari dagli enti per ammortizzare i costi”. I biglietti? “Non vogliamo adottare rincari, al massimo potremmo pensare a un euro in più”. Preoccupazione forte per la realizzazione della prossima stagione è espressa da Roberto Biselli, direttore artistico del Teatro di Sacco che ha in gestione la sala Cutu a Perugia. "L’ultima cosa alla quale pensiamo è quella di un ritocco al prezzo del biglietto - riporta Biselli -. Noi abbiamo una sala piuttosto contenuta ma va comunque riscaldata e visto il rincaro che stanno registrando le bollette, siamo molto preoccupati anche perché dal Comune non riceviamo contributi in questo senso. La nostra aspettativa è quella di un sostegno finanziario che possa ammortizzare i costi che dovremo sostenere da qui a breve con la riapertura della stagione”.

 

 

E se i teatri piangono i cinema non ridono. Mauro Gatti, della Cinegatti, gestore di sale a livello regionale, ha le medesime preoccupazioni. “Stiamo registrando aumenti importanti, solo di metano, un mese di consumi, abbiamo ricevuto una fattura da 2 mila euro rispetto a incassi di circa 2 mila euro (lordi). Dovremmo quindi ipotizzare se durante l'inverno conviene stare chiusi alcuni giorni della settimana”. Anche nel caso del cinema di aumenti del biglietto non se ne parla in questa situazione. “Anzi, ora parte la campagna promozionale per il ritorno al cinema e per una settimana i prezzi saranno unici a 3,50 euro”. Parla di rincari consistenti dei costi anche Riccardo Bizzarri, presidente Anec Umbria, l’associazione degli esercenti cinema, ma con una certezza in più: “Al momento dovremmo avere un contributo ministeriale sul raffronto delle spese del prima e del dopo. Poi vedremo”.