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Caro bollette, in Umbria c'è chi in estate paga 170 euro grazie al fotovoltaico. Il caso della Anilina Umbra

Catia Turrioni
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“Siamo stati lungimiranti”: lo dice con un pizzico di orgoglio Amedeo Vanga, titolare insieme alle sorelle Alessandra e Rosita della Anilina Umbra, azienda di Torre Matigge, a Trevi, che dal 1964 opera nel settore cartotecnico. Dodici dipendenti, due stabilimenti per complessivi 3 mila metri quadrati e nessun problema con i rincari energetici. Una mosca bianca. Sorride Amedeo Vanga e spiega: “Undici anni fa abbiamo fatto un grosso investimento con il fotovoltaico, un impianto da 110 kilowatt, mille metri quadri di pannelli montati sopra al tetto del capannone adibito alla produzione. Era il 2011 - ricorda - di fotovoltaico si cominciava appena a parlare e i prezzi erano esorbitanti. Ma lo Stato interveniva con incentivi mirati e io, che credevo molto in un futuro della mia azienda ecosostenibile, decisi di intraprendere questa strada. Non fu una scelta facile. Prima feci ricerche e presi contatti con imprenditori che avevano già fatto un investimento simile. Alla fine mi convinsi. Tornassi indietro lo rifarei mille volte”.

 

 

Facile crederci. Conti alla mano, Amedeo Vanga calcola di risparmiare almeno ventimila euro l’anno sulle spese energetiche. “Di media tra luce e gas paghiamo duemila euro al mese - spiega - ma nel periodo estivo, quando il sole sorge presto e c’è luce fino a tardi, arriviamo anche a 170 euro. La nostra non è un’azienda energivora: noi trasformiamo le bobine di carta in carta da banco e sacchetti per il pane. Il consumo di energia è tutto sommato limitato ma credo che senza impianto fotovoltaico, avrei pagato almeno 3.800-4.000 euro al mese. Un risparmio di almeno ventimila euro che possiamo investire altrove”. Tanto che adesso, in Umbria come nel resto d’Italia, è boom di richieste per l’installazione di impianti fotovoltaici. “In undici anni nessun problema - rimarca Amedeo Vanga - l’unica accortezza che abbiamo, è quella di pulire i pannelli sopra i tetti un paio di volte l’anno”.

 

 

Anilina Umbra non è stata lungimirante solo sulla questione energie rinnovabili. Nel momento più complicato per il reperimento delle materie prime, la carta in particolare, l’azienda infatti riesce a disporre anche di una discreta riserva che le garantirà la produzione per i prossimi mesi. “Il problema dell’approvvigionamento è serio in questa fase - evidenzia l’imprenditore trevano - noi siamo riusciti a fare una buona scorta ma è chiaro che nel medio-lungo periodo potremmo avere difficoltà perché le cartiere, che dovrebbero lavorare in perdita, non riaprono”.