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Covid, i dati Gimbe: "In Umbria contagi in diminuzione". Ma per l'autunno si teme una nuova ondata

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Come tutte le settimane la Fondazione Gimbe ha diffuso i suoi dati relativi alla pandemia da Covid 19. Questa la situazione in Umbria. Nella settimana 24-30 agosto si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, che diventano 440, e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi del -21,5% rispetto alla settimana precedente. Sopra la media nazionale i posti letto occupati da pazienti Covid in area medica (22,7%) e in terapia intensiva (3,5%). La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto alcuna dose di vaccino è pari all'8,2% (media Italia 9,7%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita da Covid da meno di 180 giorni, pari al 2,7%. Basso il tasso di copertura vaccinale con la quarta dose: il 14.7% contro il 17.3% nazionale. Questi invece i nuovi casi per 100mila abitanti dell'ultima settimana, divisi per provincia. Perugia 248 e quindi -23.3%, Terni 248 e cioè -16.8%.

Diamo uno sguardo al monitoraggio nazionale. Nella settimana 24-30 agosto in Italia si è registrata una diminuzione dei nuovi casi Covid (149.701 vs 177.877) pari al -15,8%, ma da metà agosto la curva è in fase di plateau, è cioè ormai stabile. "Dopo il rimbalzo della scorsa settimana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – il numero dei nuovi casi settimanali torna ad assestarsi intorno a quota 149 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 21 mila casi al giorno, documentando che da metà agosto, al di là di modeste oscillazioni, la curva è in fase di plateau". Il monitoraggio indica l'incremento dei casi in sole 9 province. Calano i decessi. Nella settimana presa in esame sono stati 574 (-24,4%), di cui 87 riferiti a periodi precedenti. La media è di 82 vittime al giorno rispetto alle 108 della settimana precedente. Calano anche i ricoveri: -11% in terapia intensiva (-28 pazienti) e -14,9% ricoveri con sintomi (-951). 

Secondo la Fondazione "in questa fase di relativa stabilità dei nuovi contagi la discesa della quinta ondata si è ormai arrestata e la circolazione virale rimane elevata: al 30 agosto oltre 660mila positivi (numero ampiamente sottostimato), un tasso di positività dei tamponi antigenici al 16% e una media di oltre 21 mila nuovi casi al giorno. Numeri destinati ad aumentare con la ripresa delle attività lavorative, la riapertura delle scuole, la maggiore frequentazione dei luoghi chiusi, la decadenza dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici dal 30 settembre e la ventilata riduzione del periodo di isolamento da 7 a 5 giorni previo test negativo e da 21 a 15 giorni per i positivi". Con l'aumento dei casi dovuti alla ripresa delle attività "aumentano le persone a rischio di malattia grave: al 31 agosto si contano ben 15,2 milioni senza quarta dose, oltre a 892 mila non vaccinati, 1.88 milioni senza terza dose. Con la stagione autunnale in arrivo è necessario accelerare al massimo la vaccinazione di over 60 e fragili". Nella tabella sopra il trend nazionale dei decessi settimanali. Il picco si è toccato nella settimana 27 luglio 2 agosto con 1.165 vittime.