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Umbria, allarme suicidi tra detenuti: procuratore Sottani visita carceri

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Il procuratore generale, Sergio Sottani, ieri in visita negli istituti penitenziari di Spoleto, Terni e Orvieto dove ha incontrato dirigenti, personale della polizia penitenziaria e delegazioni di detenuti. Il momento è particolarmente delicato anche per l’emergenza suicidi di cui nei giorni scorsi si è fatto portavoce il garante regionale dei detenuti, l’avvocato Giuseppe Caforio.

 

 

 

 

 

Durante la visita del procuratore Sottani sono state trattate le problematiche inerenti la sofferenza dell’organico della polizia penitenziaria, il sovraffollamento carcerario, i tempi di definizione dei procedimenti giudiziari quale fattore di disagio nella condizione di detenzione, i colloqui con i familiari dei detenuti dopo l’emergenza Covid oltre alla necessità di un supporto psicologico per questi ultimi. E proprio quello del supporto psicologico nelle carceri è, in questo momento, un tema particolarmente sentito che ha visto, nei giorni scorsi, intervenire pure il presidente nazionale dell’Ordine degli psicologi, David Lazzari. “Se con la riforma della sanità in carcere, il tema del disagio mentale è rimandato ai presidi sanitari e ai colleghi dell'azienda - ha detto Lazzari - la complessità del suicidio rende necessario un lavoro di staff che male si fa con chi è presente poco in termini di ore e di visibilità. Inoltre, per provare a incidere sulle molteplici cause di fatti così gravi è necessario a nostro avviso saper leggere il contesto per agire anche con e sull'organizzazione”.

 

 

 

 

Il disagio psicologico cui sono costretti i detenuti è pure per il garante Caforio la principale causa dei suicidi tra detenuti. Sette quelli che si sono verificati dall’inizio dell’anno negli istituti penitenziari dell’Umbria, l’ultimo risale alla notte tra sabato e domenica quando un 34enne di origini marocchine è stato trovato morto impiccato a Capanne. Disagio psicologico, carenza di organico, sovraffollamento, visite più frequenti dei familiari dei detenuti sono problematiche interconnesse l’una con l’altra. Il procuratore generale Sottani sta cercando di avere un quadro il più possibile veritiero della situazione per individuare, insieme a chi nelle carceri dell’Umbria vive e lavora tutti i giorni, le soluzioni più consone.