Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, raddoppio Spoleto-Campello: 23 anni per 9,8 chilometri

  • a
  • a
  • a

Il termine ultimo per il raddoppio della tratta Spoleto-Campello slitta ancora, questa volta al 2024 come indicato nel cronoprogramma dei lavori. Lo sventurato cantiere da 9,8 chilometri sembra non trovare pace e tra fallimenti, sospensioni e inadempienze delle ditte che nel corso del tempo si sono succedute arriverà a compiere 23 anni. Protesta il comitato viaggiatori di Spoleto che a più riprese ha parlato di situazione “vergognosa”. Il cantiere, dopo anni di vicissitudini, era stato riaperto nel dicembre 2020 con l’attivazione del nuovo binario tra Spoleto e Campello sul Clitunno. Intervento che, secondo una nota stampa allora diffusa da Regione e Rfi (che aveva deciso di seguire direttamente i lavori per scongiurare altre lungaggini) avrebbe dovuto rappresentare il primo passo per il raddoppio della tratta Spoleto - Campello il cui completamente - si diceva - era previsto entro il 2022. Ora da Rfi fanno sapere che emergenza epidemiologica prima e difficoltà di approvvigionamento dei materiali poi, hanno rallentato l’intervento che subìrà un’accelerata, promettono, dalla seconda metà di settembre. Ma tra un rinvio e l’altro, la storia del cantiere sembra non avere fine: aperto nel 2001  dalla Coop costruttori di Argenta di Ferrara che si era aggiudicata un appalto da 57.8 milioni, l’intervento si sarebbe dovuto concludere nel 2006. Da allora, però, è successo di tutto, a cominciare dal fallimento delle imprese interessate ai lavori.

 

 

 

 

 

 

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Enrico Melasecche, da sempre molto attento alla questione, ha già annunciato un sopralluogo. L’opera, infatti, viene considerata strategica in quanto rientra negli interventi di potenziamento della linea trasversale Orte-Falconara volti a incrementare e velocizzare i collegamenti tra regioni tirreniche e quelle del versante adriatico. 
Parla di un cantiere a dir poco sfortunato l’assessore Melasecche. “Sono ormai quattro dirigenti di Rfi che si susseguono in tre anni che ci assicurano date certe che poi slittano sistematicamente. Non possiamo andare avanti in questo modo”, sbotta. “La tratta umbra della Roma-Ancona merita attenzione per il ruolo che l’intera direttrice ha a livello europeo - evidenzia l’assessore - Occorre passare anche in Umbria per andare dall’Adriatico a Roma e dal centro Italia al Nord. Per i passeggeri e per le merci. Con l’allaccio a questa direttrice della piastra logistica di Terni-Narni la Regione sta dimostrando con i fatti di crederci e voler investire sullo sviluppo del trasporto su ferro, in piena collaborazione con Rfi ma chiediamo impegni altrettanto conclusivi anche e soprattutto sui raddoppi. Intendo entro breve fare un sopralluogo - rimarca Melasecche - e chiarire formalmente con una relazione specifica sugli accadimenti di troppi anni su questa breve tratta, obiettivamente eccessivi e soprattutto assicurazioni formali sulla conclusione celere del raddoppio della Campello-Spoleto”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Melasecche aggiunge che per quanto riguarda la velocizzazione dell’intero percorso c’è un verbale del tavolo tecnico derivante dal protocollo Umbria-Marche che descrive in modo puntuale gli impegni di Ministero e Rfi. “Siamo in perfetta sintonia con la Regione Marche per potenziare questa linea storica che necessita di impegni precisi e decisivi d'indispensabile modernizzazione - aggiunge - Dover salire da Terni verso Spoleto attraversando una salita del 22 x mille la gola di Giuncano, a 50 km l’ora, dove il recente incidente ha dimostrato che si tratta di un percorso ottocentesco obbliga a prendere decisioni. Necessita assolutamente la variante in galleria per il raddoppio, la riduzione del percorso con tempi più brevi. Abbiamo chiesto ed ottenuto la revisione del progetto definitivo di 15 anni fa, Italferr dovrebbe averlo ormai terminato. Non vorremmo dover spendere altro danaro pubblico per fare un’altra revisione fra mezzo secolo”.