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Umbria, Cna: "Rincari, il manifatturiero e l'edilizia a rischio blocco produzione"

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Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria

Alessandro Antonini
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Rincaro di gas ed energie, blocco dei crediti del Superbonus edilizio. Sullo sfondo il rischio di speculazioni internazionali e l'incertezza del voto anticipato. In Umbria secondo Cna sono a rischio stop produzione 20 mila imprese. Ossia il settore manifatturiero e l’edilizia.

Numeri che si aggiungono alle circa due mila imprese del commercio e del turismo (il 10% del totale) che potrebbero non superare l’inverno, in base a uno studio di Confesercenti.
"Sicuramente tutte le imprese manifatturiere - fa sapere il direttore regionale Cna, Roberto Giannangeli - circa 8.000 di cui la gran parte sono micro e piccole imprese. Il sistema produttivo così non reggerà, se si ferma il manifatturiero si blocca tutto. Sarà peggio del 2008. Inoltre sta rischiando di fermarsi anche l’edilizia per le annose vicende legate alla pessima gestione del Superbonus. Si tratta di circa 12 mila imprese in Umbria. Siamo in mezzo ad un mare di guai ed il periodo elettorale non aiuta. Servirebbero interventi immediati. Le aziende nonostante le difficoltà e i rincari che si susseguono da un anno, stavano reggendo e in alcuni casi anche crescendo. Adesso si rischia il blocco totale".


Se per bar e ristoranti si può prevedere un aumento dei costi sui clienti finali, per ammortizzare i rincari - vedi quanto avvenuto con gli stabilimenti balneari - per le piccole imprese del manifatturiero questo è più complicato. 
Da rilevare come al netto degli aumenti anche la Confederazione artigiani ha rilevato una risposta positiva del tessuto imprenditoriale umbro, piccolo e medio, dopo la pandemia. Una ripresina che rischia di essere del tutto vanificata.