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Terni, alberi tagliati in via Borsi. Respinta la richiesta di sequestro

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Sull’abbattimento dei 36 pini di via Borsi (nella foto di Stefano Principi) per la Procura della Repubblica di Terni non ci sono reati e dunque neppure gli estremi per avviare un’azione penale. Gli accertamenti coordinati dal procuratore Alberto Liguori sono iniziati dopo la presentazione di un esposto-denuncia da parte del circolo territoriale dell’associazione Verdi ambiente e società di Terni-Narni e di una diffida firmata da 55 persone, con la quale si segnalavano irregolarità in merito al piano di abbattimento dei 36 pini su via Borsi e via Buonarroti, chiedendo il sequestro degli alberi. Richiesta che però il procuratore ha respinto. E così per i firmatari dell’esposto e della diffida non resta che rivolgersi al Tar. “Nella vicenda che ha interessato l’abbattimento di 36 pini domestici, da considerare alberi non monumentali - spiega il procuratore Liguori - allo stato delle indagini curate dalla stazione carabinieri forestali di Terni ed in attesa di eventuali ulteriori approfondimenti, risulta che l’operato del Comune sia stato conforme al dettato normativo che autorizza l’abbattimento di questi alberi per accertata compromissione dello stato vegetativo, nonché per inderogabili esigenze di pubblica utilità o incolumità. Il Comune il 16 maggio ha autorizzato l’Afor alla recisione dei pini sulla scorta di una apposita relazione tecnica”.

Liguori ricorda che nell’atto era scritto che “data l’elevata frequentazione dei luoghi, i fattori elevati di danno da rami, estremi del tronco, l’inclinazione delle piante, le loro condizioni fitosanitarie e soprattutto l’impossibilità di effettuare interventi di recupero, si propone l’abbattimento”. Di fatto tutto in regola per quanto riguarda il profilo della liceità penale. Il Comune ha dunque rispettato le regole per quanto concerne il taglio dei 36 pini. La Procura ha esaminato tutti i documenti disponibili prima di pronunciarsi. “Allo stato degli atti l’ufficio del pm - continua il procuratore Liguori - non ravvisando l’urgenza di provvedere, tenuto conto del carteggio trasmesso, rigettava la richiesta di sequestro trasmettendo contestualmente gli atti al gip del Tribunale di Terni con parere negativo. Anche il gip di Terni ha rigettato la richiesta di sequestro”.

Per la Procura, dunque, la vicenda si chiude qui non essendoci elementi di rilevanza penale da contestare al Comune. “Il sindacato sull’esercizio della discrezionalità tecnica dell’ ente locale - conclude il procuratore Alberto Liguori - in assenza di elementi che conducano verso una strumentalizzazione dell’azione amministrativa a fine di danno o di favore o meramente distruttiva, compete eventualmente al Tar dell’Umbria”. A questo punto non resta altro per gli ambientalisti che rivolgersi al Tribunale amministrativo oppure aspettare che i pini vengano completamente abbattuti e aspettare che siano piantati i nuovi aceri. I lavori stanno procedendo velocemente e per ottobre, salvo imprevisti, dovrebbero essere conclusi con nuovi alberi, marciapiedi e manto stradale ripristinati