Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, tragedia in carcere. Detenuto si uccide con una lametta

Maria Luce Schillaci
  • a
  • a
  • a

Si taglia le vene con una lametta e muore. Tragedia nel carcere di vocabolo Sabbione di Terni (nella foto). Un detenuto di 49 anni si è ferito con una lametta e, nonostante i soccorsi e il ricovero all’ospedale, è morto. A riferire l’accaduto è il Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria, tramite Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria. Durante il giro di controllo serale il poliziotto di servizio nella sezione ha visto del sangue in terra ed è subito intervenuto con il medico di guardia. A ferirsi mortalmente è stato un detenuto marocchino che stava scontando una pena per reati di droga con un residuo di circa un anno. Soccorso e trasportato in ospedale, le sue condizioni sono apparse subito gravi per i tagli profondi che si era procurato, da cui usciva molto sangue. Il detenuto è deceduto in ospedale. Ma intanto il Sappe ricorda che “un altro agente di polizia penitenziaria è stato aggredito per futili motivi da un detenuto in alta sicurezza: l’agente è riuscito a divincolarsi solo grazie all’intervento di un altro detenuto.

Quello di Terni - tuona il Sappe - è un carcere ormai fuori controllo, con una grave carenza di organico, una gestione che fa acqua ormai da troppo tempo e un sovraffollamento non più gestibile”. Il sindacato di categoria è pronto a scendere in piazza, a settembre, per sottolineare quanto e come sia importante e urgente prevedere un nuovo modello organizzativo. “E’ grave - afferma - che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si sia concretizzata quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica il regime penitenziario aperto, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici e occasionali della polizia penitenziaria. Il personale - aggiunge il Sappe - è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Se i vertici del ministero della Giustizia e del Dap non sono in grado di trovare soluzioni alla gravissima situazione - conclude il sindacato - devono avere la dignità di dimettersi”.

La Lega Umbria esprime “vicinanza e solidarietà alla polizia penitenziaria di Terni in seguito all’aggressione ad un agente avvenuta per futili motivi ad opera di un detenuto di alta sicurezza. Evento capitato a poche ore di distanza da una triste circostanza, ovvero il suicidio di un altro detenuto”. Per la Lega “si tratta di episodi molto gravi che avvengono in tutti gli istituti penitenziari dell’Umbria con sempre maggiore frequenza e sui quali è necessario intervenire immediatamente”. Infine il consigliere comunale Alessandro Gentiletti (Senso civico) accusa la Lega di "strumentalizzare la vicenda" e invita il sindaco a sollecitare gli organi competenti per chiedere un adeguamento dell'organico della polizia penitenziaria.