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Umbria, prezzo del metano alle stelle: distributore resta chiuso

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“Chiuso per eccessivo rincaro del prezzo”: è quanto si legge nel cartello affisso sul cancello d’ingresso dello storico impianto di metano per auto di via Romana Vecchia, nella frazione di San Giovanni Profiamma, a Foligno. Uno stop provvisorio, il secondo dall’inizio dell’anno. Lo scorso mese di marzo, infatti, i gestori si erano visti costretti a prendere la stessa decisione, per analogo motivo. “Abbiamo un contratto con i fornitori variabile - spiega il titolare, Alfredo Romagnoli - e con il gas che ha raggiunto costi pazzeschi, l’altra sera il record di 276,7 euro, dovremmo vendere un chilo di metano a 4- 5 euro. Impossibile. Restano regolarmente aperti gli altri impianti di Foligno e Perugia dove avendo più carburanti riusciamo a gestire il costo del personale. Gli addetti di San Giovanni Profiamma al momento sono in ferie”.

 

 

 

 

 

La chiusura è provvisoria, l’obiettivo è quello di superare questa ennesima impennata dei prezzi e riaprire ma le prospettive non sono entusiasmanti. “Siamo molto, molto preoccupati di quello che sarà l’immediato futuro - evidenzia Giulio Guglielmi, presidente Figisc Umbria, l’associazione dei distributori di carburante aderente a Confcommercio - perché oltre a dover sostenere i costi del gas abbiamo anche una serie di spese cui far fronte che stanno diventando insostenibili.

 

 

 

 

 

 

Tanto per fare un esempio, nel mio impianto di carburanti a Borgo Trevi, per i compressori di metano ho ricevuto una bolletta da quasi 40 mila euro, era poco più di 23 mila un anno fa. Chi, presso la pompa di benzina, gestisce anche un piccolo bar, deve far fronte a rincari di latte, caffè, pasticceria oltre a dover gestire le spese di personale. Insomma, è facile che a ottobre, quando dovranno essere anche rinnovati la maggior parte dei contratti con i fornitori, molte imprese decideranno di chiudere. Come Confcommercio - evidenzia Guglielmi - abbiamo mandato una lettera al governo e a tutte le forze politiche affinché venga fissato un tetto al prezzo del gas e si proceda a una revisione delle regole e dei meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità”.