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Umbria, metano alle stelle ma cercando si possono risparmiare anche due euro al chilo

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Metano auto alle stelle ma, avendo la possibilità di cercare, il pieno può diventare un po’ più conveniente: tra un distributore di carburante e l’altro la differenza è notevole, fino a due euro al chilo. E’ quanto evidenziano le cifre riportate dall’Osservaprezzi del ministero dello Sviluppo economico. Volendo fare il raffronto tra prezzi comunicati lo stesso giorno, quindi ieri domenica 21 agosto, al Centro carburanti Flaminia Spoleto, lungo via Flaminia, il metano costava 3,399. A Terni, all’IP-BB snc Sud lungo la statale Umbro laziale direzione Terni, il prezzo si attestava a 1,399 euro al chilo. Esattamente due euro di differenza.

 

 

 

 

 

 

Il prezzo più alto evidenziato dall’Osservatorio (i dati sono stati controllati alle 15 di ieri) è invece all’IP lungo la E45, all’altezza di Pantalla di Todi: 3,499 quello rilevato ma  l’ultimo aggiornamento era del 16 agosto. Da allora, comunque, non sembrano essere stati registrati ribassi. Supera i tre euro il costo del metano anche al Total Erg lungo la statale 219 di Gubbio e Piandassino, direzione Gubbio, all’altezza di Umbertide (3,299 il prezzo rilevato il 13 agosto) e al Metacom sas di Pian dei Mori Bassi (3,100 il prezzo rilevato il 18 agosto) mentre è appena al di sotto dei 3 euro alla stazione servizio di Ponte San Giovanni, in via Benucci (2,999 il prezzo rilevato il 21 agosto) e al Vulcangas Esso Passignano, lungo via delle Querce (2,999 il prezzo rilevato il 18 agosto). I prezzi più bassi registrati dall’Osservatorio del Ministero sono stati segnalati dal Ternano: quello più conveniente in assoluto (ma la rilevazione è del 19 agosto) è a San Liberato di Narni, lungo la 675 Umbro Laziale: 1,390.

 

 

 

 

 

E’ di 1,399 il prezzo di un chilo di metano all’IP-Bm snc Nord, a Terni, al Metano Terni snc, lungo strada Bolzello e al Metan Petroli IP di viale Primo Maggio, a Orvieto. Questi prezzi sono stati comunicati il 18 agosto. Da settimane, ormai, Assogasmetano e Federmetano hanno lanciato l’allarme per l’aumento dei costi del gas naturale con l’incremento del prezzo di circa otto volte rispetto a quello di un anno fa e la conseguenza che molti distributori si ritrovino costretti a chiudere.
I gestori delle pompe di carburante, peraltro, più volte hanno fatto presente come i rincari non siano decisi da loro ma imposti dalle compagnie petrolifere