Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, duemila tra prof, segretari e bidelli no vax tornano a scuola senza restrizioni

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Il 14 settembre possono tornare in servizio in Umbria duemila no vax tra docenti, personale Ata e amministrativi. Senza alcuna restrizione. Di questi i prof sono circa 250. E’ la stima del personale del mondo della scuola che a maggio non aveva effettuato l’immunizzazione obbligatoria. Emerge dai dati forniti da Punto zero, la partecipata regionale che monitora i flussi sul fronte immunizzazione Covid. I numeri riguardano gli istituti di ogni ordine e grado, comprese le università. Il rientro negli istituti di chi non ha completato i cicli vaccinali anti Covid - i duemila sono al netto di chi nel frattempo ha contratto il virus e di chi ha l’esenzione per motivi di salute - è reso possibile dalle nuove direttive del Miur e del ministero della Salute. Un allentamento delle misure c’è stato il 15 giugno scorso con la caduta dell’obbligo di vaccinazione per lo stesso personale scolastico. I prof senza l’immunizzazione completa sono riapparsi per gli esami di maturità. Erano una piccola parte.

Dal 1 aprile (decreto Riaperture) i dipendenti non in regola con le dosi sono potuti tornare al lavoro ma esclusivamente in servizi che non li esponevano a contatto con gli studenti. Ora le nuove scadenze e l’addio alle restrizioni. Se il rientro in classe da calendario scolastico regionale è previsto per il 14, gli adempimenti per molti dipendenti della scuola iniziano già il 1 settembre. La caduta dell’obbligo vaccinale non è l’unica regola a cadere. Su tutti c’è lo stop all’uso della mascherina, se non per i soggetti a rischio di sviluppare forme severe di Covid. In una nota del ministero dell’Istruzione del 19 agosto inviata alle scuole, è riportato che “dalla ricostruzione fin qui effettuata si evince che le richiamate disposizioni emergenziali, alla data in cui si scrive in vigore in ambito scolastico, esauriscono la loro validità al 31 agosto 2022 e, in assenza di ulteriore specifiche proroghe o rinnovi, non prolungano i loro effetti nel prossimo anno scolastico 2022/2023”. Le uniche prescrizioni sono i ricambi d’aria frequenti, la misurazione della temperatura corporea (la permanenza a scuola è consentita solo in assenza di sintomi febbrili) e l’igienizzazione delle mani.

Viene però paventato uno scenario B, in caso di peggioramento dello scenario epidemiologico: tornano le mascherine chirurgiche o Ffp2 obbligatorie e il distanziamento di un metro. Indicazioni specifiche per le scuole dell’infanzia. Accoglienza possibilmente all’esterno e con l’accompagnamento di un solo adulto, divieto di portare giochi da casa e attività da svolgere prevedendo gruppi stabili di bambini.