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Ricostruzione in Umbria, conclusi 1.100 cantieri, avviati altri 2.300

Chiara Fabrizi
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Nel cratere del sisma umbro presentato il 53 per cento dei progetti di riparazione delle case, ma il livello scende al 44 per cento le opere pubbliche e al 28,5 per cento le chiese. Tuttavia, nei territori colpiti dal terremoto del 2016 è stata superata la soglia dei 1.100 cantieri di ricostruzione privata conclusi a cui si sommano gli oltre 2.300 aperti. I dati emergono dal report fornito ieri mattina dal commissario Giovanni Legnini che, insieme alla struttura, alle Regione e ai Comuni coinvolti, ha anche tirato le fila sulla conta dei danni complessivamente causati dalla sequenza sismica iniziata ormai sei anni fa. In particolare, in Umbria per rimettere in piedi il patrimonio edilizio, storico e artistico, serviranno 3,3 miliardi di euro complessivi, ma la spesa pubblica potrebbe lievitare se non si arresterà il rincaro delle materie prime.

 

 

 

 

 

 

 

“Siamo di fronte a risultati rilevanti per la ricostruzione”, ha detto Legnini evidenziando che per gli interventi dell’intero Centro Italia colpito dal sisma del 2016 “abbiamo terminato i 4 miliardi netti stanziati nel 2017 e iniziato a usare gli ulteriori 6 miliardi messi a disposizione con l’ultima legge di bilancio, a fronte di un’erogazione mensile di fondi che tocca la vetta dei 100 milioni”. Restano ovviamente alcune criticità, come sempre legate ai tempi. Il “primo pensiero” di Legnini è, infatti, rappresentato dai “progetti di ricostruzione ancora da redigere”: in Umbria, considerando anche le opere pubbliche e le chiese, oltre alle case e alle aziende, devono essere ancora finanziati 3.971 interventi per quasi 1,83 miliardi di euro, mentre quelli già in cassaforte sono numericamente superiori, risultando 4.144, ma hanno un valore economico inferiore, attestandosi a 1,44 miliardi.
In particolare, per quanto riguarda gli edifici privati sono state presentate 3.727 domande (di cui 2.350 approvate, 485 respinte e 892 in istruttoria), che valgono il 53 per cento di quelle attese e consegnano un livello di progettazione marcatamente superiore alla media dell'intero Centro Italia, che si ferma al 45 per cento, anche se meglio fa l'Abruzzo con il 55 per cento. Sotto il profilo economico, invece, le 3.727 domande di ricostruzione privata valgono 930 milioni di euro, ovvero il 43 per cento della spesa complessivamente stimata per riparare le case in Umbria, ma in questo caso i fondi già impegnati rappresentano proporzionalmente il livello più elevato sia nel Centro Italia che sulle singole altre tre regioni coinvolte.

 

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda i cantieri pubblici, invece, il passo dell'Umbria e anche degli altri territori è decisamente più lento, ma sono finalmente in corso prove di sprint. In base al report, infatti, sono stati finanziati 290 interventi su altrettante opere pubbliche per un valore di quasi 441,5 milioni di euro, ma sono ancora attesi altri 367 progetti per 463,1 milioni di euro. Infine, in alto mare la riparazione delle chiese umbre per le quali sono stati finanziati 127 interventi, ovvero il 28,5 per cento di quelli necessari, per 69,7 milioni di euro, mentre all'appello mancano ancora altri 318 edifici di culto che necessitano di 132,6 milioni di euro.