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Perugia, padre e figlio muoiono travolti dal treno a Senigallia: aperto fascicolo dalla Procura

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Alessandro Antonini e Sabrina Busiri Vici
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Ha provato a salvare il figlio dal treno merci in transito ma entrambi sono stati travolti e uccisi. Sono morti cosi Stefano e Claudio Pannacci, 63 e 26 anni, padre e figlio, perugini. La tragedia è avvenuta poco dopo le 21 a Senigallia, all’altezza di via Goldoni, sul lungomare Mameli. Stando alle prime ricostruzioni, il 26enne con l’intento di suicidarsi - secondo la ricostruzione degli inquirenti - avrebbe scavalcato le barriere esterne in cemento dei binari correndo in direzione Ancona, verso il convoglio in arrivo. Il padre lo avrebbe seguito per cercare di salvarlo ma è stato a sua volta colpito dal treno. I due sono stati sbalzati a una decina di metri di distanza dai binari e sarebbero morti sul colpo. Avrebbe assistito alla scena anche la madre del giovane, ex insegnante. I genitori erano separati da anni e si trovavano da alcuni giorni insieme nella città della spiaggia di velluto dove la famiglia Pannacci ha una casa vacanze, all’interno di un residence. Prima sono arrivati la madre e il figlio poi, qualche giorno dopo, il padre Stefano.

 

 

Pare che il ragazzo - che viveva in Svezia, a Goteborg, dove si era laureato alla Chalmers university of technlogy e lì conviveva con una compagna di Perugia - soffrisse di crisi depressive e già nel pomeriggio di mercoledì si sarebbe fermato sugli scogli, davanti al mare mosso, con lo sguardo perso e sarebbe stato richiamato e riportato a casa dalla madre. Dopo cena è uscito, sempre in direzione lungomare. Il padre Stefano, docente di scienze al Cavour Marconi Pascal di Piscille, lo ha seguito e lo ha rincorso quando ha visto che si dirigeva verso i binari pare urlando di volerla far finita. Il macchinista non ha avuto il tempo di fermare il convoglio, che ha colpito prima il padre, che correva lungo i binari e poi il figlio - che era a una distanza di circa 30 metri - uccidendoli sul colpo. Stando i primi rilievi dell scientifica il treno - che è stato posto sotto sequestro - si è fermato a 200 metri dal primo impatto. La donna, che ne frattempo li aveva raggiunti, ha assistito alla scena e si è messa a gridare. Colta da malore, è stata portata al pronto soccorso dai sanitari arrivati sul posto, allertati dai passanti. E’ stata subito dimessa. Inutili i tentativi di rianimare padre e figlio. Sono intervenute due ambulanze del 118, i vigili del fuoco, Polfer, e carabinieri. Gli accertamenti sono condotti dal magistrato di turno della Procura di Ancona, Rosario Lionello, che ha aperto un fascicolo modello 45 per atti che non costituiscono notizia di reato. Sono stati sentiti gli operatori del convoglio e la madre. I corpi sono stati portati all’obitorio di Senigallia. Dietro alla decisione del 26enne di farla finita sono state fornite diverse ricostruzioni: la coppia avrebbe cercato di persuadere il figlio a curare i problemi di salute che si erano manifestati negli ultimi tempi. Era già stato ricoverato in Svezia e, all’inizio del mese, si era recato al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia per un forte stato di agitazione.

 

 

Lì era stato sottoposto a consulto psichiatrico. Claudio proprio mercoledì avrebbe discusso con i genitori sulle terapie da intraprendere. Il giovane avrebbe anche manifestato l’intenzione di tornare a Perugia per raggiungere la fidanzata a casa di una parente. L’incidente ha bloccato il traffico ferroviario. Dalle 21 di mercoledì il passaggio sulla linea Marotta-Senigallia è sospeso in entrambe le direzioni. Nel frattempo, ha fatto sapere Trenitalia, “i treni alta velocità e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti”. Tra Senigallia e Marotta, per quanto riguarda i treni Regionali, Trenitalia ha allestito bus sostitutivi.