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Umbria, elezioni. Pd, Letta impone Verini e Ascani capolista al proporzionale. Uninominale al Senato al Psi, De Rebotti la spunta a Terni

Alessandro Antonini
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Walter Verini e Anna Ascani sono i capolista del Pd nel proporzionale, rispettivamente al Senato e alla Camera, alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. Lo ha deciso la segreteria nazionale dem: il Nazareno ha in parte respinto la richiesta di rinnovamento arrivata dai livelli regionali. Il segretario umbro Tommaso Bori infatti aveva proposto per uno dei due, Verini - tesoriere nazionale del partito, al quarto mandato - un seggio blindato fuori regione. Ma la segreteria di Enrico Letta (il voto alle 1 di notte senza dibattito) ha deciso altrimenti. Cade così l’ipotesi del segretario del Pd del capoluogo, Sauro Cristofani, come capolista per Palazzo Madama. Una bocciatura a metà, si diceva. Anche se la parte dei promossi è quasi tutta in posti difficilmente eleggibili.

 

 

Nei collegi uninominali della Camera, per la circoscrizione di Terni, può giocarsela Francesco De Rebotti, già sindaco di Narni, per il quale era stato redatto un documento di ex amministratori e primi cittadini fatto pervenire allo stesso Bori. Una delle richieste accettate. Se la dovrà vedere quasi certamente con Raffale Nevi, FI. Nella circoscrizione di Perugia c’è Stefano Vinti, segretario del Pd del Trasimeno, area rimasta fuori dal puzzle delle candidature. Dopo Ascani, candidata anche in Toscana (se dovesse scattare anche lì potrebbe far scorrere la lista in Umbria) in corsa per la Camera c'è Pierluigi Spinelli, segretario del Pd di Terni, quindi Claudia Ciombolini, che guida il partito ad Assisi, e Lorenzo Ermenegildi Zurlo, esponente di Omphalos. Dopo Verini al Senato c'è Manuela Pasquino, consigliere comunale del Pd a Fabro. Nell'uninominale per il Senato indicato da Roma Federico Novelli, segretario regionale del Psi.

 

 

Non manca la polemica. Il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che per la segreteria umbra doveva essere il candidato nell’unico collegio di Palazzo Madama, è stato scartato per dare spazio ai partner del Psi. “Nella mia vita politica e professionale ho sempre combattuto senza mai avere padroni o peggio ancora padrini o madrine - attacca Presciutti su Fb - e non ho mai chiesto niente a nessuno ed a chi mi ha cercato ho sempre rappresentato il mio pensiero in maniera aperta e trasparente. Anche stavolta, per l’ennesima volta, si è preferita l’autoconservazione. Mi avevano chiesto un impegno diretto nella battaglia per le elezioni politiche ma ero stato chiaro, non avrei mai barattato la mia dignità il mio modo di essere e di pensare per un posto in lista o in un collegio. Alla fine sono contento di come è andata. Il mondo non finisce il 25 settembre. Anzi forse il bello verrà proprio dal 26 ed io ci sarò come sempre”. Nelle scorse elezioni politiche tutti i collegi uninominali dell'Umbria erano andati al centrodestra: anche per questa tornata l’istituto Cattaneo considera i tre scranni “blindati” a favore di Lega, FdI e FI.