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Spoleto, la denuncia di monsignor Boccardo: “I nostri giovani tra droga, alcol e inni a Satana”

Chiara Fabrizi
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Denuncia la presenza di droga nelle piazze di Spoleto, ma anche la vendita di alcolici agli adolescenti, il vescovo Renato Boccardo che, in occasione delle celebrazioni dell'Assunta, ha pronunciato un'omelia molto dura, durante la quale ha anche affermato che “la nostra coscienza di adulti non può rimanere inerte di fronte a questo degrado”. In particolare, il presule che guida anche la Conferenza episcopale umbra (Ceu), ha rilevato che “la consapevolezza del destino umano ultimo stride con quanto vediamo quasi quotidianamente attorno a noi: i minorenni hanno pubblicamente accesso incontrollato alle bevande alcoliche e nelle nostre piazze circola liberamente la droga”.

 

 

In base a quanto ricostruito, infatti, monsignor Boccardo si sarebbe implicitamente riferito a una serie di episodi che si sono verificati sotto i portici del Duomo di Spoleto dove recentemente, viene spiegato dalla Curia, sono state anche trovate siringhe. L’area esterna della cattedrale non è dotata di videosorveglianza, a differenza di quella interna, ma in Arcidiocesi si sta ragionando sull’opportunità di installare telecamere anche sotto i portici. Qui, spiegano sempre dalla Curia, molto spesso ragazzi e ragazze si appartano per consumare alcolici e fumare spinelli, lasciando poi i resti sui gradoni in pietra. Tempo fa, viene poi ricordato, ignoti hanno bruciato e danneggiato due grossi vasi di plastica in cui sono stati collocati altrettanti ulivi, con quest'ultimi che per fortuna non hanno preso fuoco. Infine, secondo quanto riferiscono dalla Curia, sotto i portici del Duomo, almeno in un paio di occasioni, sono stati trovati profilattici usati, segno di come gli spazi esterni della cattedrale siano anche utilizzati dalle coppiette per appartarsi, senza allontanarsi granché dal luogo di ritrovo estivo di piazza del Mercato.

 

 

Più in generale, però, monsignor Boccardo ha alzato la voce sul consumo di droga anche sulla scorta di una serie di segnalazioni qualificate, che passano per il Centro Don Rota di Spoleto, dove vengono accolte persone con problemi di dipendenze. Ma non è tutto. Durante l'omelia, infatti, il presule ha anche parlato “di pretesi eventi artistici e culturali del nostro territorio in cui si inneggia a Satana e si invitano i bambini a fare altrettanto”, riferendosi sembrerebbe a un concerto di fine giugno organizzato a Trevi. “La nostra coscienza di adulti – ha concluso – non può rimanere inerte: in quale contesto vogliamo far crescere i nostri adolescenti e giovani? Quale futuro stiamo preparando per loro? In quale società si troveranno a vivere?”.