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Ex Novelli di Spoleto, pagato solo mezzo stipendio

Chiara Fabrizi
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Beffa di Ferragosto per il centinaio di lavoratori rimasti in organico alle Fattorie Novelli. Venerdì mattina ai dipendenti è stato pagato soltanto metà dello stipendio di luglio, malgrado i salari siano già alleggeriti dal ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Anche se la situazione aziendale è fortemente complessa, il versamento del solo acconto è stato un fulmine a ciel sereno: una decina di giorni prima del versamento, infatti, i sindacalisti di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil dell’Umbria, oltre alla Rsa, avevano sollecitato il pagamento della mensilità di luglio prima di Ferragosto, ottenendo “certezze dai consulenti di Fattorie Novelli che, supportati dalla presenza dei due curatori fallimentari, avevano assicurato – è scritto in una nota sindacale - che non ci sarebbero stati problemi a onorare l’intera mensilità”.

 

 

Ma così non è stato ed è caduta un'altra tegola sulla testa dei lavoratori che producono le uova Ovito e che anche a giugno hanno percepito metà dello stipendio, pure in quel caso alleggerito dagli ammortizzatori. Le rassicurazioni di cui parlano i sindacalisti sarebbero arrivate quando le parti si sono accomodate al tavolo coi curatori Marco Bartolini per il Gruppo Novelli e Fernando Caldiero per Alimenitaliani, nell'ambito di un confronto incentrato sulla procedura di vendita. Come già riportato all'esito di quell'incontro, il 21 settembre dovrebbe essere pubblicata la quarta asta di vendita del ramo uova, dopo che tre chiamate sono andate deserte. Se l'epilogo dovesse replicarsi, come è probabile, ci sarebbe l'impegno delle curatele e dei tribunali di Terni e Castrovillari (Cosenza) a pubblicare tra ottobre e novembre un nuovo bando di vendita, con contenuti e criteri differenti che dovrebbero rendere più appetibile la cessione del ramo uova della ex Novelli.

 

 

Intanto c'è l'ennesima doccia gelata sugli stipendi che agita ulteriormente i lavoratori e spinge i sindacalisti a chiedere “chiarezza e trasparenza per affrontare e superare il periodo delicato e traghettare il comparto uova dell’ex Gruppo Novelli fuori dal lungo stato di emergenza”. In questo quadro i rappresentanti dei lavoratori esprimono “forte rammarico e delusione per la promessa disattesa” nei confronti di lavoratori che “stanno continuando a fare molti sacrifici, malgrado il disagio economico del ricorso agli ammortizzatori e del ritardo nei pagamenti”. Da qui la nuova richiesta dei sindacati per avere “risposte immediate sul saldo degli stipendi mancanti di maggio e luglio, oltre alla 14esima mensilità per gli impiegati agricoli”. Chiesto anche un “coinvolgimento fattivo delle istituzioni locali” dopo una vertenza che dura da oltre 12 anni”.