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Perugia, muore d'infarto: i defibrillatori non funzionano

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Francesca Marruco
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Nessuno può sapere come sarebbe andata se almeno uno di quei due defibrillatori avesse funzionato. Di certo, il fatto che entrambi fossero inutilizzabili perché non revisionati, uno addirittura “scaduto” da quasi cinque anni ha provocato profonda rabbia negli amici del 70enne che giovedì sera è deceduto mentre era a cena fuori con degli amici. 
L’occasione era una manifestazione organizzata da alcuni esercenti della frazione perugina di Canneto. Una sorta di cena di quartiere. Un momento spensierato squarciato da un evento tanto tragico. 

 

 


L’uomo - un 70enne residente nella zona - ha accusato un malore proprio mentre era seduto a tavola è svenuto. Sul posto c’era un infermiere che ha subito iniziato a praticargli un massaggio cardiaco mentre tutti i presenti si sono attivati, ognuno come poteva, per essere d’aiuto. Qualcuno ha chiamato il 118. Qualcun altro è andato di corsa a prendere il defibrillatore che si trovava a nemmeno 100 metri, nell’area di servizio di Cenerente. E’ tornato indietro pensando di aver portato l’apparecchio che avrebbe cambiato tutto. E invece, quando l’ha consegnato nelle mani dell’infermiere la speranza si è fatta rabbia. Quel defibrillatore infatti non ha fatto il suo dovere. Niente. Nessuna possibilità di provare a far ripartire il cuore dell’uomo colto da malore con quell’apparecchio medicale. Che, stando a quanto certificato sull’apparecchio stesso era stato revisionato nell’ottobre del 2017. Quasi cinque anni fa. Un altro dei presenti allora si è ricordato che ce n’era un altro non lontano, a Colle Umberto. Allora sono corsi a prenderlo sperando che, ameno stavolta sarebbe servito a qualcosa. Ma il copione purtroppo è stato lo stesso. Anche questo secondo defibrillatore non ha fatto il suo dovere. In questo caso anche la beffa, la “scadenza” che aveva scritta addosso era luglio 2022. Ma la revisione di questi apparecchi elettromedicali non è come per un’automobile: non funzionano lo stesso. Passata la data indicata sono un soprammobile. E non salavano la vita a nessuno. 

 

 


Rabbia e sconcerto tra i tanti presenti alla cena che hanno visto due possibilità sfumare. Certo, come premesso, nessuno può dire se con l’aiuto di un defibrillatore il cuore dell’uomo che è deceduto sarebbe ripartito. Di certo, visto che non erano utilizzabili, nessuno lo saprà mai. L’infermiere ha continuato a fare il massaggio cardiaco allo settantenne fino all’arrivo dell’ambulanza del 118. Anche l’equipe ha provato a lungo a rianimarlo, loro sì con un defibrillatore, ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri e i familiari della vittima. Di defibrillatori e corsi per usarli si fa un gran parlare, ma sappiamo se tutti quelli che esistono sono utilizzabili? Chi controlla che non siano soprammobili?