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Agriturismo, la meta preferita dagli italiani. Il modello di accoglienza Umbria punta su natura e tipicità

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Sette italiani su dieci (72%) durante l’estate fanno tappa in un agriturismo. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti-Noto Sondaggi dalla quale si evidenzia che spesso l’agriturismo viene scelto in abbinamento alla vacanza al mare o in montagna. In testa alle motivazioni che spingono gli italiani in agriturismo c’è la voglia di contatto con la natura, mentre al secondo posto - dice Coldiretti - c’è l’enogastronomia. Terza motivazione è la voglia di relax nel verde lontano dalle mete più affollate. Tra le tendenze dell’estate, inoltre, c’è la crescita dei viaggi di media e breve distanza e del turismo di prossimità, il ricorso a prenotazioni last minute e la preferenza per alloggi autonomi, luoghi e attività all’aria aperta

 


In tal senso l’Umbria rappresenta un modello in questo tipo di accoglienza con le sue 1.399 strutture (nel 2020; +1,9% rispetto al 2019), di cui 441 dedite alla ristorazione, 299 alla degustazione e 1.167 ad altre attività. 
Dopo due anni di pandemia, che sono costati un calo di circa il 40% delle presenze, il comparto ha comunque mostrato la propria solidità e capacità di adattamento, innovazione e di risposta ai nuovi stimoli del mercato” commenta Elena Tortoioli, presidente regionale di Terranostra Umbria, l’associazione agrituristica e ambientale di Coldiretti che raggruppa gli agriturismi della rete di Campagna Amica. “Gli agriturismi - spiega Tortoioli - sono basilari per lo sviluppo della nostra regione, grazie anche a un turismo esperienziale e di prossimità, che porta alla riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori, con le strutture che hanno incrementato l’offerta di servizi innovativi”. Agriturismo come modello per vivere un nuovo tipo di vacanza è il concetto sottolineato da Francesco Valigi del Casale Valigi a Narni. “Chi arriva nelle nostre strutture oggi più che mai è alla ricerca non solo di relax, di eccellenze e tipicità locali, ma anche di un nuovo modo di vivere il turismo, basato su esperienze dirette e su un contato stretto con natura e ambiente. Il nostro turismo esperienziale - riferisce - può contare su un patrimonio di antiche produzioni agroalimentari tramandate da generazioni in un territorio unico”. Ma anche aziende in prima linea per garanzia di salubrità.  “Il turismo di qualità che gli agriturismi di Campagna Amica e Terranostra propongono - riporta Mara Sciarma, titolare de La Casa di Campagna a Magione - è sempre più attento non solo alle bellezze del nostro territorio ma anche a un ambiente pulito e salubre e alla riscoperta dei prodotti tipici, della qualità del cibo e del buon mangiare. In tal senso le nostre aziende sono in prima linea. Puntiamo sulla genuinità e tipicità dei cibi, di cui garantiamo l’origine. Sulla valorizzazione dei prodotti umbri e della nostra tradizione contadina. E, naturalmente, sull’accoglienza semplice e familiare”. 

 


Agriturismi campioni di accoglienza e servizi ma anche di cultura e intrattenimento in Umbria è il commento che arriva da Chiara Filippi, titolare de La Miniera di Galparino a Città di Castello: “Sono tantissime le attività collaterali. Grazie alla legge sulla multifunzionalità sostenuta da Coldiretti oggi una struttura su due organizza e propone attività collaterali, un valore aggiunto nella scelta della vacanza”. 
Il direttore di Coldiretti Umbria, Mario Rossi, sottolinea inoltre la necessita di semplificare e sburocratizzare il sistema, così come di continue azioni di promozione per la valorizzazione del territorio e delle eccellenze produttive. “Le nostre strutture sono altamente qualificate - dice - grazie ai corsi che vengono periodicamente organizzati per i cuochi contadini e per l’ospitalità. Un’opportunità anche per rivitalizzare le aree interne valorizzando l’identità territoriale e i sistemi produttivi locali”. E Rossi conclude: “Con il rilancio di piccoli borghi abbiamo iniziato a programmare l’Italia del post Covid, un’occasione anche per alleggerire la pressione demografica sui grandi centri urbani senza ulteriore consumo di suolo”.