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Umbria, crisi idrica: nuova ordinanza anti attingimenti in 54 fiumi e torrenti. Limitazioni anche per Tevere e Chiascio

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Alessandro Antonini
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Crisi idrica, la Regione ha firmato una nuova ordinanza anti attingimenti su fiumi, torrenti e laghi. 
L’atto è del 10 agosto ed è valida partire da oggi. Revocato il primo provvedimento emanato il 1 luglio. 
Ora i paletti sono molto più stringenti: divieto totale di attingimento in 54 tra fiumi e torrenti, tra cui Nestore, Caina, Genna, Naia, Puglia, Mussino, Cestola, Ventia e Fersinone. Ulteriori limitazioni per il Tevere, dalla confluenza con il Chiascio al confine regionale con il Lazio. In alcuni tratti la portata rilevata dall’autorità di distretto è di un metro cubo al secondo. Il minimo storico. Qui stop attingimenti fino alle 19 nei giorni festivi, per 24 ore martedì e giovedì e dalle 12 alle 17 il lunedì, il mercoledì il venerdì e il sabato. Stesse limitazioni anche per Clitunno e canali derivati, Timia a valle della confluenza con il Clitunno, affluenti del Nera, Corno a valle confluenza con il Sordo, lo stesso Chiascio a valle della diga di Casanova, il lago di Corbara, lago dell’Aia (Recentino), lago di San Liberato, lago di Alviano e corpi idrici sotterranei nella fascia di 100 m. E ancora, sono coinvolti anche tutti gli invasi e i laghetti regionali.


Medesimo schema ma con un giorno di chiusura i più - lunedì - per i restanti tratti e i restanti corsi d’acqua e corpi idrici sotterranei nella fascia di 100 nonché e per i pozzi nel raggio di 600 m dalle sponde del lago Aiso a Bevagna (per il quale è stato riscontrato un “notevole abbassamento”) Sono esclusi dai divieti gli enti che gestiscono reti irrigue pubbliche e coloro che prelevano da reti irrigue gestite da soggetti pubblici. E ancora: tutti quelli che fanno uso di impianti a goccia, microirrigatori a spruzzo statici e dinamici, microgetti o simili in grado di assicurare una piovosità non superiore a 2,8 mm/ora per mq, per i quali si vieta l’attingimento nei giorni festivi fino alle 19.

Per le concessioni dal Lago Trasimeno si ordina il rispetto del disposto dell’articolo 18 del piano di bacino “mediante la sospensione totale dei prelievi, ad esclusione dell’uso idropotabile e dell’uso ittiogenico che garantisce la restituzione totale della risorsa idrica”. Per i prelievi dal lago di Piediluco, dal fiume Nera e dal Velino “rimangono valide le prescrizioni impartite nelle concessioni e nelle autorizzazioni all’attingimento”.
L’ordinanza è valida fino al 30 settembre prossimo.