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Aumentano i prezzi nel carrello della spesa ma cala la benzina: Perugia tra le città più care in Italia

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Sabrina Busiri Vici
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Perugia - dice l’Istat - è tra le dieci città (con più di 150 mila abitanti) più care d’Italia. Il capoluogo di regione dell’Umbria registra a luglio un aumento dei prezzi del +8,6% su base annua, pari a 1.976 euro, e del +0,4% rispetto all’andamento riportato a giugno.
La città che apre la classifica è Bolzano dove l'inflazione annua, pari a +10%,. Al secondo posto Trento, dove il rialzo dei prezzi del 9,5% determina un incremento di spesa pari a 2486 euro per una famiglia media. Sul gradino più basso del podio Milano, dove il +8,1% genera una spesa supplementare pari a 2199 euro annui per una famiglia tipo.

 

 

Al quarto posto Bologna (+8,6%, +2145 euro), poi Brescia (+8,1%, 2136 euro), in sesta posizione Ravenna (+8,8%, +2127 euro), poi Verona (+9,1%, 2118 euro), Padova (+8,7%, +2025 euro) e Firenze (+8,6%, +2006 euro). Chiude la top ten Perugia, +8,6%, pari a 1976 euro. La città più virtuosa è Campobasso, con un'inflazione del 6,9% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a solo 1263 euro. Segue Catanzaro (+7,1%, +1326 euro) e Bari (+7,8%, +1354 euro).
In testa alla classifica delle regioni più costose, con un'inflazione annua a +9,7%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 2521 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove la crescita dei prezzi del 7,7% implica un'impennata del costo della vita pari a 2001 euro, terzo il Veneto, +8,5%, con un rincaro annuo di 1946 euro. L’Umbria si posiziona al quarto posto, + 8,5%.

 

 


La regione più risparmiosa è il Molise, +6,9%, pari a 1263 euro, seguita da Puglia (+7,9%, +1279 euro) e Marche (+7,3%, +1423 euro).
Rispetto a un incremento di prezzi generalizzato, ad allarme i consumatori è il carrello della spesa. A cominciare dai beni alimentari lavorati come succhi di frutta e surgelati subito dopo frutta e verdura ma sono alle stelle anche burro e farina. Tra i prodotti del cosiddetto carrello della spesa ci sono anche quelli per la casa e la cura della persona il cui prezzo è cresciuto del 9,8% ai massimi dal 1994. A livello congiunturale i trasporti rappresentano la voce cresciuta di più: + 1,6 su base mensile.
Un primo rallentamento arriva però nel caro energia (-0,5% rispetto agiugno): cala infatti, rispetto al mese di giugno, il costo delle bollette di luce e gas così come si abbassa il prezzo del pieno nei distributori anche grazie agli interventi del governo contenuti nei decreti aiuti. Tendenza confermata in questi primi giorni di agosto. Un litro di benzina è tornato a costare due centesimi in meno dall’inizio dell’invasione Russa dell’Ucraina, ed è ora sotto 1,80 euro.