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Umbria, calendario venatorio senza preapertura: Federcaccia chiede di inserire la tortora. Confermate le date: si parte il 18 settembre, per il cinghiale tre mesi da ottobre a gennaio

Alessandro Antonini
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Calendario venatorio senza preapertura. Niente tortora né nella bozza approvata a giugno né nel documento finale redatto nei giorni scorsi e pronto per essere approvato dalla giunta regionale dell'Umbria. Vengono confermate le date annunciate: si parte il 18 settembre. Per il cinghiale tre mesi: dal 16 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023.

 

 

Niente tortora, si diceva. Il presidente di Federcaccia, Massimo Buconi, chiede un ripensamento all’assessorato regionale alla caccia. “Nell’ultimo incontro ci è stato risposto che non è possibile attivare il sistema per la segnatura dei capi abbattuti”, spiega Buconi, “per un problema di banca dati. Auspichiamo un intervento risolutivo da parte dell’assessorato, per permettere all’Umbria la preapertura della caccia alla tortora come avvenuto nelle altre regioni una volta approvato il piano di gestione”. In Umbria le tortore per cui è previsto il prelievo è di circa tremila esemplari. Anche la Lega chiede deroghe. La sezione di Deruta, Torgiano, Collazzone attraverso il presidente della sua commissione interna Agricoltura e caccia Goffredo Pucci, tramite i consiglieri regionale Emanuela Puletti e Mancini aveva inoltrato all'assessorato alla caccia un documento, dove si chiedeva un intervento urgente per deliberare il prelievo del piccione di città e lo storno a tutti i cacciatori in possesso della regolare licenza di caccia.

 

 

“Nonostante le numerose interrogazioni da parte dei nostri consiglieri non abbiamo avuto ancora una risposta concreta da parte dell'assessore – spiega il segretario di sezione Luciano Capoccia - Abbiamo altresì riscontrato che nelle regioni limitrofe come Marche, Toscana e Lazio sono stati messi in deroga, per le Marche lo storno, piccione di città e tortora dal collare, per la Toscana e Lazio storno e piccione di città. Ci chiediamo per quale motivo l'assessore Roberto Morroni non si attivi come le regioni appena indicate a dare l'autorizzazione ai cacciatori di prelevare in deroga le specie sopra elencate senza limitarsi solo ad interventi mirati su chiamata degli agricoltori. Da troppo tempo oramai, anni per la precisione, in tutti i comuni dell'Umbria gli agricoltori, i cittadini e i proprietari di abitazioni residenti nei centri storici e i comuni stessi, hanno il grosso disagio del piccione comune per il decoro pubblico, per non parlare del grosso problema recato agli agricoltori durante le semine dei cereali. Infine, lo storno reca danno ai frutteti, vigneti, oliveti”.