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Perugia, tra i pusher di eroina anche un latitante e una donna italiana

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Fra. Mar.
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Gli spacciatori di eroina finiti in carcere grazie all’ultima operazione della Procura della Repubblica di Perugia erano suddivisi fondamentalmente in due gruppi. “Il gruppo del latitante” e il “gruppo di Corciano”. Il particolare emerge dall’ordinanza di custodia cautelare con cui il gip del tribunale di Perugia ha emesso 24 misure cautelari con 19 arresti di cui 12 in carcere e 7 ai domiciliari.Si perché, secondo quanto emerso dall’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Perugia, all’interno del gruppo dei pusher nigeriani c’era anche un latitante. Tanto che, a tre persone, oltre alle accuse legate alle innumerevoli cessioni di droga documentate, viene contestata anche la procurata inosservanza di pena. In particolare, due nigeriani hanno ospitato a casa loro il latitante e lo hanno aiutato a muoversi con le loro automobili quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di carcerazione nel luglio del 2019. Altri tre sono invece anche indagati per avere creato dei documenti falsi. Oltre al latitante c’è pure un uomo che “mentre agli arresti domiciliari per un’altra causa ha continuato a spacciare”. 

 


In carcere, dopo l’esecuzione delle misure, nell’ambito delle perquisizioni i militari hanno ritrovato e sequestrato 16.000 euro, probabile provento dell'attività, e 20 grammi di sostanza stupefacente divisa tra cocaina, eroina e hashish, è finita anche una donna. Si tratta di una 30enne italiana accusata di avere spacciato anche ingenti quantità di eroina. In diverse occasioni, stando alle contestazioni riportate nei capi di imputazione, la donna ha acquistato e poi immesso nel mercato dello spaccio partite da 300- 400 grammi di eroina. L’inchiesta nasce come uno sviluppo di una precedente inchiesta, sempre sullo spaccio di eroina tra Perugia e l’Umbria e, tra i primi elementi che i carabinieri scoprono, è che con cadenza giornaliera c’erano personaggi legati al mondo dello spaccio che da Perugia si spostavano verso Caserta. 

 


In tutto, nel corso dei due anni di inchiesta - che si configura come ideale conclusione di quella in cui a giugno sono stati arrestati altri quattro nigeriani - sono stati sequestrati 24 chili di eroina e 150.000 euro in contanti. Una quantità enorme di stupefacente che i nigeriani riuscivano a far arrivare anche direttamente dall’Africa senza intermediari. Uno di loro era stato arrestato a Bologna con un chilo e mezzo di eroina in uno zaino quando era appena atterrato. Secondo il gip, che li ha spediti in carcere, gli arrestati “movimentavano un quantitativo notevole di stupefacente di diversa tipologia, denotando una spiccata pericolosità sociale di tutti gli indagati certamente tale da rendere assai probabile la reiterazione degli stessi reati”. Di lì le misure custodiali in carcere per 12 di loro. Già a partire da domani per gli arrestati - difesi tra gli altri dagli avvocati Donatella Panzarola, Massimo Brazzi e Barbara Romoli - inizieranno gli interrogatori di garanzia