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Terni, ragazzo di 18 anni aggredito durante la vacanza in Salento

Antonio Mosca
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Si sono improvvisati detective il papà e gli amici del ragazzo ternano di 18 anni, aggredito nei giorni scorsi a Gallipoli all’esterno di una discoteca. E alla fine sono riusciti a risalire a quello che, secondo la loro ricostruzione, sarebbe l’autore del pestaggio. Lo studente ternano, in vacanza con gli amici, era stato picchiato all’uscita di un locale del Salento. Una ragazza pugliese, che aveva appena conosciuto, l’aveva invitato a scambiare quattro chiacchiere fuori dal locale. I due giovani si erano seduti su un un muretto quando, all’improvviso, un ragazzo sconosciuto gli aveva sferrato un pugno in pieno volto, cogliendolo di sorpresa. Il giovane ternano era caduto a terra e l'aggressore aveva continuato a picchiarlo prendendolo a calci in tutto il corpo. Solo l’intervento di un amico della vittima del pestaggio aveva evitato il peggio allontanando l’aggressore. La ragazza, sotto choc, aveva dato al 18enne ternano la sua camicia per tamponargli la vistosa emorragia dal naso. Poi la telefonata al 118 e il trasporto al più vicino ospedale in ambulanza. Il ragazzo ternano, sottoposto a una tac, ha riportato plurifratture scomposte al naso e contusioni in altre parti del corpo che, una volta visitato al Santa Maria di Terni, sono state giudicate guaribili in 30 giorni.

Dell’aggressore, al momento, non c’è traccia, ma il papà del ferito e i suoi amici sono certi di averlo identificato. Del caso si sta occupando la polizia dopo che una denuncia è stata presentata alla Questura di Terni (nella foto). “Non riesco a darmi pace - racconta il papà del 18enne - per come sia avvenuta una cosa del genere. Ma devo dire che in tutta questa vicenda è emerso anche un lato positivo: il comportamento dei ragazzi che erano con mio figlio e che hanno agito da veri amici, senza lasciarlo da solo un istante. Sono stati davvero straordinari”.

Ora sono in corso accertamenti per acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nei pressi della discoteca. Si tratta di capire se erano in funzione al momento dell’aggressione e se abbiamo ripreso la scena di violenza gratuita.