Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, caro bollette: ristorante ne riceve una da 13 mila euro. Il titolare: “Quadruplicata in pochi mesi”

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

La cifra della bolletta dell’energia elettrica è di quelle che spaventano: oltre 13 mila euro. E’ questo l’ammontare che Andrea Marietti, uno dei due titolari del Ristorante del Sole a Perugia, vede scritto nero su bianco sulla cedola da pagare. Un’enormità. “E non abbiamo neppure l’aria condizionata”, riporta. Così Marietti preferisce scandire i fatti: “Prima di Natale il costo medio dell’elettricità per la nostra attività si attestava intorno alle 2.700-2.800 euro; poi, via via i rincari, il raddoppio e ora questa cifra spropositata. Il tutto a parità di consumi”. E poi non è solo l’elettricità a impennarsi verso l’alto: “Il gas è raddoppiato e il costo delle materie lievitato; mentre i nostri prezzi al cliente sono rimasti fissi altrimenti rischiamo di andare fuori mercato per una piazza come Perugia”, aggiunge. E allora come si va avanti? “Si fa fatica perché non è più economicamente sostenibile”. 

 


L’inflazione, poi, scoraggia i potenziali clienti. “Durante il periodo di Umbria jazz - prosegue Marietti - la gente in città ce n’è stata tanta ma le attività commerciali e la ristorazione, in particolare, hanno comunque sofferto perché c’è molta attenzione a non spendere”.
Insomma, quanto riporta Andrea Marietti è emblematico della tempesta perfetta che si sta abbattendo sulle attività commerciali: “Prezzi alti, caro energia, minore propensione al consumo, mancanza di manodopera specializzata mettono a rischio le imprese e in autunno molte si troveranno in una situazione di grave sofferenza, potremmo trovarci davanti a saracinesche che si abbassano una dopo l’altra”, evidenzia Matteo Fortunati di Assoturismo Confesercenti Umbria

 


Parla, inoltre, di stagione molto difficile anche Gianni Segoloni, titolare de Il Bistrot in piazza Matteotti a Perugia. “E’ un periodo di alti e bassi su cui domina la speculazione di costi diretti e indiretti che mette in gravi difficoltà soprattutto la fascia media della ristorazione. Una fascia che non può aumentare i prezzi ma che è costretta a fare i conti con i rincari esorbitanti”. Un esempio? “Pagavo il salmone fino a qualche mese fa 9 euro al chilo ora è arrivato a 18 - riporta -. Le bollette poi sono aumentate del 30-40%. A questo punto chiedo: posso incrementare i prezzi del 50% per rientrarci? Certamente no”. E il ristoratore prosegue: “In Umbria abbiamo trascorso l’estate 2021 con grandi afflussi turistici determinati dal privilegio di essere una regione bianca in una Italia alle prese con il Covid per cui abbiamo avuto un gran numero di presenze interne, anche inaspettate; mentre quest’anno non è più così, vediamo flussi nettamente inferiori e si riscontra una grande attenzione al portafoglio da parte dei visitatori”. Che cosa c’è da aspettarsi per la prossima stagione? “Che le cose cambino”.