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Spoleto, ramo uova della ex Novelli: quarta asta il 21 settembre

Chiara Fabrizi
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Si farà la quarta asta per vendere il ramo uova della ex Novelli, ma nel caso altamente probabile che nessuno si faccia avanti c’è già l’impegno a indire entro novembre una nuova procedura differente, comunque sempre finalizzata alla vendita. Dopo tre tentativi già andati deserti i sindacalisti, a seguito di un incontro coi curatori fallimentari, hanno spiegato ai lavoratori che per il 21 settembre la ex Novelli tornerà all’asta e anche stavolta il prezzo di partenza diminuirà di un ulteriore 25 per cento, dovrebbe quindi attestarsi a 7,4 milioni di euro, mentre l’offerta minima, comunque prevista, girerebbe intorno ai 5,4 milioni di euro. 

 

 

Alla fine, dunque, il giudice delegato di Castrovillari (Cosenza) ha dato mandato ai curatori fallimentari di procedere con il quarto tentativo di cessione del ramo uova che coinvolge sulla carta 146 lavoratori, ovvero quelli segnati nel bando preparato ormai un anno fa, ma che nel frattempo sono sensibilmente diminuiti fino a circa un centinaio di addetti. Tutti, a cominciare proprio dai dipendenti, si aspettano l'ennesimo flop, vale a dire un'altra asta deserta. Uno scenario, questo, contemplato logicamente anche dai curatori fallimentari Marco Bartolini per il Gruppo Novelli e Fernando Caldiero per Alimentitaliani, che hanno però garantito ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, l’avvio del lavoro di stesura di un altro bando, che dovrebbe essere pronto entro ottobre, al più tardi novembre, e presenterà caratteristiche differenti rispetto a quello su cui sono state incardinate le aste finora sempre andate deserto. Salvo sorprese, comunque, è ormai chiaro a tutti che il futuro del ramo uova della ex Novelli possa passare soltanto per due vie: la prima porterebbe Ovito a ingrossare l’elenco dei marchi in mano al gigante Eurovo, che attraverso la società agricola Librelle già nel maggio scorso ha presentato una manifestazione di interesse; l’altra strada, invece, passerebbe per l'iniziativa presa dai lavoratori della ex Novelli, che hanno costituito una cooperativa e avrebbero rafforzato il progetto con l’appoggio di imprenditori del settore attivi in altre regioni. 

 

 

Ai curatori fallimentari e al liquidatore di Fattorie Novelli, ovvero l’avvocato Maurizio Salari, i sindacalisti hanno chiesto anche di anticipare il pagamento dello stipendio dei lavoratori, che generalmente avviene il 15 del mese, affinché i dipendenti abbiano in tasca prima di Ferragosto le spettanze già comunque alleggerite dal ricorso alla cassa straordinaria. Sollecitato anche il versamento della metà del mese di maggio che non è stato pagato a giugno e che ancora non risulta saldato. Infine, non hanno ancora incassato il trattamento di fine rapporto (tfr) due lavoratrici che hanno lasciato da oltre due mesi la ex Novelli e pure sul punto è stato chiesto a curatori e liquidatore di onorare la spettanza.