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Orvieto: ampliamento della cava La Spicca, arriva l'ok della Conferenza dei servizi

Davide Pompei
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“Prendiamo atto della decisione regionale, ma non ci arrenderemo”. Così a Orvieto, in provincia di Terni, il comitato Amici del Botto commenta l'approvazione del progetto di ampliamento della cava La Spicca ad opera della Conferenza dei servizi.

 

 

La decisione delle amministrazioni apre la strada al rilascio dei titoli abilitativi alle attività estrattive nell’area destinata all’espansione del giacimento. “Particolarmente sorprendente – osservano dal comitato – la posizione del Comune di Orvieto, che si dichiara favorevole senza condizioni”.

Proprio nelle mani del sindaco, Roberta Tardani, a fine giugno 2022, una rappresentanza dei dipendenti della Basalto La Spicca Spa, preoccupati per il proprio futuro e per quello delle rispettive famiglie, aveva depositato più di 2.500 per mantenere in attività la cava e salvare così i posti di lavoro, con il consenso e la solidarietà della Cgil della provincia di Terni verso una realtà trentennale.

Per gli Amici del Botto, però, “sembrano destinati a perpetuarsi lo scempio ambientale e il grave pregiudizio subito dagli abitanti delle aree circostanti per le polveri, il rumore e le vibrazioni dovute all’attività di scavo e lavorazione del materiale estratto”. Il comitato parla di “depauperamento dell’intero territorio orvietano ed umbro, destinato a gravare sulle future generazioni, che erediteranno un territorio ferito e compromesso per decenni nelle sue potenzialità, anche economiche”.

 

 

“Pur risultando stralciato dal progetto di ampliamento – aggiungono – il Podere Spicca, vincolato dalla Soprintendenza, a testimonianza dell’interesse storico-paesaggistico dell’area, l’iniziativa infligge un gravissimo colpo a quel gioiello storico che è il borgo del Botto e all'aspirazione dei suoi abitanti di continuare a promuoverne lo sviluppo turistico secondo la sua naturale vocazione”.

Nei prossimi mesi si attende la decisione del Tar che dovrà esprimersi sulla legittimità del procedimento amministrativo seguito e sul mancato esperimento della valutazione ambientale strategica, oltre che sulla valutazione delle conseguenze dell'espansione territoriale e temporale delle attività estrattive sull’insieme degli interessi in gioco. Dal canto suo, il comitato si augura che “un numero sempre maggiore di cittadini partecipi attivamente e consapevolmente alla nostra battaglia, nella convinzione che sia venuto il momento di dire stop all’impoverimento di un territorio che ha già pagato, per oltre un trentennio, un prezzo elevatissimo all’attività estrattiva”.