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Umbria, a luglio gli incendi hanno bruciato mille ettari di terreno

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Francesca Marruco
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In un solo mese, quello di luglio, in Umbria sono andati in fumo circa mille ettari di terreno, tra boschi e altro. L’approssimazione, secondo gli addetti ai lavori per difetto, è imprescindibile a causa del continuo intervento richiesto a vigili del fuoco e carabinieri forestali che quindi non hanno nemmeno il tempo materiale di effettuare tutti i calcoli dei perimetri che in via definitiva vengono fatti a roghi spenti. Ma anche approssimato per difetto, il dato è impressionante. Mille ettari equivale a oltre mille campi da calcio se si considera che un ettaro equivale a 10mila metri quadrati e un campo da calcio ne misura sette mila. Una enormità. E questo è accaduto come conseguenza del solo mese di luglio in cui in Umbria si sono registrati innumerevoli incendi. Diversi, come quelli della zona di Guardea (dove in dieci giorni se ne sono verificati due a distanza ravvicinata) e Preci di dimensioni ragguardevoli. Basti pensare che solo nella zona di Preci tra area del parco dei Monti Sibillini e area esterna hanno bruciato 200 ettari di terreno. Un danno incalcolabile. A Guardea, per il momento le stime -sempre per difetto - si attestano attorno ai 150 ettari. 

 


E purtroppo, come viene confermato dagli addetti ai lavori, gli incendi più estesi, che hanno inferto un colpo durissimo all’ambiente, portano tutti la firma del dolo. Ci sono state più mani che hanno materialmente appiccato il fuoco. Per il solo incendio di Guardea, i carabinieri Forestali hanno isolato ben cinque inneschi. Ma anche Preci porta la firma di un piromane. E i militari stanno indagando a fondo per individuarli e, si spera, bloccarli. Non sfugge infatti che, proprio a Guardea, il secondo incendio che si è verificato dopo il primo che ha tenuto squadra di vigili del fuoco, volontari della Prociv e tecnici Afor impegnati giorno e notte per cinque giorni, sia molto vicino al primo. Negli ultimi 15 giorni i carabinieri Forestali hanno denunciato anche tre persone per incendio colposo. Si tratta di agricoltori che hanno dato fuoco a sterpaglie perdendo poi il controllo del rogo che si è allargato. 

 


Fino al mese di giugno infatti gli ettari andati in fumo si attestavano attorno a 220.  E di questi 45 ettari erano andati in fumo nel corso di incendi invernali-primaverili nelle aree montane della Valnerina dove la scarsità di pioggia e la ventosità elevata, solo 23 avevano superato la superficie di un ettaro di bosco bruciato e solo 10 avevano  superato i 3 ettari mentre tutti gli altri hanno interessato una superficie inferiore a un ettaro. Adesso invece con soli due roghi, quelli di Preci e Guardea, hanno bruciato circa 350 ettari di terreno.