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Perugia, "costretto a chiudere il circolo Mirò": l'associazione che ha rilanciato il parco Rimbocchi spiega perché

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Sono costretto a chiudere il circolo Mirò, la situazione è insostenibile”. Così Antonio Lusi, dell’omonima associazione che ha rivitalizzato il parco dei Rimbocchi. Microcriminalità e residenti che non tollerano la musica, anche se con i decibel in regola, hanno demolito i sogni dell’attività culturale e di chi la gestisce. Nei giorni scorsi l’ennesimo raid vandalico: ignoti hanno acceso le luci del campo devastando e manomettendo la centralina elettrica. In questo caso si tratterebbe di giovanissimi. Poi ci sono altre “presenze inquietanti”, soprattutto di notte. E le continue visite della polizia locale chiamata da alcuni abitanti che non vogliono le iniziative del circolo.

 

 

Mai una multa, tutto in regola, ma anche i clienti non sopportano più questa situazione”, insiste Lusi, che ieri ha postato l’addio su Fb, specificando però che gli appuntamenti già fissati si terranno. “Dire che ci abbiamo provato in tutti i modi possibili, appare perfino eufemistico”, scrive. “Per Parco Rimbocchi - continua Lusi - abbiamo dato l'anima e non solo, ma evidentemente non basta, non basta mai. Ragazzini che si divertono a distruggere tutto con i genitori che non solo se ne fregano, ma che continuano a giustificare i loro figli anche davanti all'evidenza. I grandi invece, quelli a cui è concesso tutto, usano il parco per i loro mercimoni e non esiste un modo per farli smettere. Te lo fanno sotto al muso e ti prendono pure in giro, qualcuno di loro poi te lo ritrovi a fare i propri bisogni davanti le mura del circolo, ti incazzi cerchi di fargli capire di avere un minimo di rispetto, ma semplicemente se ne fregano consci del fatto di godere di una sorta di impunità perenne. Riprovi a fare una serata all'esterno con un minimo di musica poco più che di sottofondo, ed ecco come per magia ripresentarsi la locale chiamata a ripetizione dai soliti noti quelli che vogliono la desertificazione del parco, quelli che almeno gli spacciatori non fanno rumore, quelli che fanno gli esposti, solo per il piacere di romperti le scatole. Tutto ciò detto, terremo fede agli impegni presi per il 5 agosto la notte bianca, il 20 agosto street art e 2, 3 e 4 settembre per l festa di quartiere Elce & Friends. Essere costretti a chiudere in questo modo ci fa male ma almeno i "frequentatori" del luogo, potranno dare libero sfogo ai loro istinti primordiali senza essere ripresi o disturbati”.