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In Umbria sulla via della birra: obiettivo diventare leader in Italia della produzione di luppolo in due anni

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Il futuro dell’agricoltura passa anche attraverso un bicchiere di birra. Le alte performance del luppolo (coltura con una redditività da 20 mila euro a ettaro) così come lo sviluppo dell’indotto turistico legato alla birra aprono grandi prospettive. E l’Umbria è tra le regioni in prima linea in tale direzione tant’è che nel piano di sviluppo rurale, per il quale sono previsti circa 820 milioni di investimenti entro il 2027, tra le strategie previste c’è proprio quella di potenziare le colture non originali della zona tra queste il luppolo.

 

 

L’obiettivo, secondo quanto afferma Matteo Bartolini presidente di Cia Umbria, è di far diventare l’Umbria leader in Italia nella produzione del luppolo nell’arco di un paio di anni puntando così a creare anche uno sviluppo della filiera che arriva ad alimentare anche un turismo esperienziale tipico di fasce di età più giovani. “E alla strada dei vini si potrebbe affiancare anche le vie della birra” è quanto sottolinea in proposito Bartolini. Per cogliere a pieno l’obiettivo occorre una sinergia tra tutti gli attori, dalle istituzioni alle imprese, ai vari elementi della filiera brassicola umbra, sfruttando tutte le opportunità di un mercato di nicchia in forte espansione come quello legato al luppolo. Una sfida e una possibilità che vanno giocate sull’innovazione, in primis quella digitale, e con una forte vocazione all’internazionalizzazione. Il messaggio è arrivato dalla presentazione, tenuta a Perugia al Centro Servizi della Camera di Commercio, sul progetto Hops digital hub (Hdh), nato con il sostegno del bando sulla digitalizzazione e promozione delle Reti di impresa promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria. “Hdh - ha introdotto Stefano Fancelli, presidente Luppolo Made in Italy - è l’hub della comunicazione digitale del luppolo italiano e della birra al 100% made in Italy. Hdh è l’innovazione della comunicazione digitale al servizio dell’agricoltura d’eccellenza per costruire la community della filiera della birra artigianale e del turismo brassicolo. Il luppolo è una nuova eccellenza dell’agricoltura umbra che si sta affermando come ingrediente di alta qualità per produrre birra al 100% italiana e non solo, visto l’interesse dei consumatori e delle imprese per i molti modi d’impiego di questa straordinaria pianta”. Un impiego che, proprio per le caratteristiche citate, può essere maggiormente perseguito nelle difficoltà che sta vivendo il mondo agricolo. “L’agricoltura, non solo umbra, sta vivendo un momento molto delicato: è stretta tra numerosi problemi tra cui il forte aumento dei costi di produzione e la contrazione delle remunerazioni dei produttori - ha sottolineato Bartolini -. Ma la strada tracciata con l’Hops digital hub, che Cia segue da vicino e supporta, dimostra come ci siano spazi e opportunità per progetti che guardano avanti, all’innovazione, all’uso spinto della digitalizzazione, alla tipizzazione, alla capacità di comunicazione, che oggi ormai significa comunicazione digitale”.

 

 

All’incontro presenti tra gli altri anche l’assessore regionale Roberto Morroni e il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni. “Portiamo avanti ormai da dieci anni - ha ricordato Mencaroni - il Premio nazionale Cerevisia sulle birre artigianali di qualità, diventato un vero cult per autorevolezza”. “Il fatto che quest’anno, per la prima volta - ha concluso -, i produttori umbri abbiano ricevuto, nell’ambito del Cerevisa, molti più premi rispetto al passato dimostra come la filiera regionale legata alla produzione della birra si sia consolidata, ampliata e sia protagonista di un balzo di qualità”.