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Grandine e bombe d'acqua in Umbria, raccolti danneggiati. Coldiretti lancia l'allarme: "Mesi di lavoro andati in fumo in pochi minuti"

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Dopo l'ondata di grande caldo, il maltempo. E' quanto accaduto in alcune zone dell'Umbria in questi giorni, colpite da grandine, vento forte e pioggia violenta con vere e proprie bombe d'acqua. Perché se da un lato tutti chiedono a gran voce l'abbassamento delle temperature e qualche precipitazione, dall'altro i temporali estivi spesso e volentieri causano danni anche nelle campagne, già duramente provate dalla siccità. È quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti regionale in riferimento al maltempo, che ha imperversato su vari territori ed in particolare tra il ternano e lo spoletino, anche se i fenomeni hanno interessato altre parti tra cui Norcia, l’eugubino e il folignate. 

 

 

La forte perturbazione - riferisce Coldiretti - ha colpito pesantemente soprattutto nelle campagne di Acquasparta, a Casteltodino nel Comune di Montecastrilli, ma anche diverse zone di Spoleto e Terni. La grandine con chicchi di notevoli dimensioni, ha danneggiato ortaggi, frutteti, campi di girasole, olivi, erba medica e in alcuni casi il tabacco e vigneti. "Pomodori, zucchine, fagiolini, cetrioli, peperoni, sono stati letteralmente mitragliati dalla grandine - conferma Serena Cappuccino dell’azienda agricola biologica “I frutti di Spoleto”- ma ad essere danneggiati sono stati pure gli olivi e gli alberi da frutto come melograni e prugne, mele cotogne e albicocche. Mesi di lavoro andati in fumo in pochi minuti". Anche Andrea Pasqua, agricoltore di Acquasparta ha subito danni: i campi di girasole e di erba medica sono stati pesantemente danneggiati da grandine e vento, che ha allettato e trinciato le piante.

 

 

"Proprio la grandine - sottolinea Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria - è l’evento climatico più temuto dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca ai raccolti visto che in una manciata di minuti è in grado di distruggere il lavoro di un anno, in una situazione in cui la siccità ha già avuto un grave impatto sulle produzioni, con la stima per diverse colture di un calo del 30%. Manifestazioni che, tra l’altro - aggiunge Agabiti - non cambiano lo stato di sofferenza idrica sul territorio, colpito pesantemente pure da diversi incendi che hanno provocato gravi danni all’ambiente. La pioggia - precisa Agabiti - è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti". "Siamo di fronte - ribadisce Mario Rossi direttore regionale Coldiretti - alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione di lungo periodo con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Il risultato è un conto per l’agricoltura di 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture. Un “annus horribilis” per l’agricoltura quindi - conclude Rossi - con gli imprenditori che si trovano ad affrontare, oltre al rincaro delle materie prime e dell’energia causati dalla guerra in Ucraina, il protrarsi dell’emergenza cinghiali e le conseguenze di siccità e maltempo, che ora rischiano di dare un colpo decisivo ai bilanci aziendali".