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Perugia, abusivi e degrado nel residence bruciato di San Sisto

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Tra i 140 appartamenti del residence Quattro Stagioni, nel quartiere di San Sisto, a Perugia, ormai c’è solo degrado. Gli abusivi la fanno da padroni e i residenti raccontano che di notte s’intrufolano anche nei garage delle abitazioni circostanti in cerca di acqua. Dopo l’incendio del maggio 2015 il complesso si è trasformato in un rifugio di soggetti non meglio identificati, probabilmente senza tetto che approfittano dello stato di abbandono dell’immobile per utilizzarlo secondo le proprie esigenze. All’interno c’è di tutto: cuscini, reti, materassi, i resti di pasti consumati in compagnia.

 

 

 

 

 

“La situazione è nota a tutti e si trascina ormai da anni - racconta Enzo Gaudiosi, presidente Assoutenti Umbria, l’associazione che nel quartiere cura il verde pubblico - Anche noi riceviamo tantissime segnalazioni che rigiriamo agli organi competenti. Sono stati fatti sopralluoghi e controlli ma è difficile gestire una situazione del genere. Anche perché la proprietà dell’immobile è dell’Inail”. L’immobile era stato costruito con i fondi del Giubileo del 2000. Nelle intenzioni gli appartamenti dovevano essere riconvertiti per fini sociali. Nella realtà, dall’incendio di sette anni fa poco è stato fatto. Nel 2018 l’Inail aveva avviato una indagine di mercato per affittare i 140 appartamenti e trasformarli in alloggi per studenti, docenti e personale universitario sfruttando la vicinanza con il polo ospedaliero. Evidentemente il tentativo è andato fallito. A marzo il primo tentativo di asta con un prezzo base fissato a cinque milioni di euro. Niente da fare. 

 

 

 

 

 

 

Quelle che nel tempo sono state definite “le palazzine della vergogna” hanno anche ricevuto, nel 2018, la visita delle Iene e sono state al centro di un esposto alla Corte dei conti. A presentarlo l’allora consigliere comunale Carmine Camicia che chiedeva di procedere con accertamenti mirati. L’esposto aveva avuto il merito di focalizzare l’attenzione sullo stabile ma ben presto i riflettori si sono spenti e gli abusivi sono tornati.