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Umbria, virus Usutu: due casi accertati su gruppi di zanzare. Rilevamenti positivi nelle aree di Gubbio e Narni

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Sergio Casagrande
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Nessun particolare allarme, almeno per ora, per l’uomo. Ma allerta per la fauna e, in particolare, per quella volatile selvatica.
Dopo i casi di West Nile accertati nelle ultime settimane in Veneto e in Emilia Romagna, che hanno fatto registrare anche dei decessi tra persone anziane, sono stati intensificati i controlli su questo virus in tutta Italia e si è scoperto che Usutu, un altro virus analogo proprio al West Nile, è presente in Umbria. Due i casi accertati finora nella nostra regione.
Fortunatamente nessun uomo colpito, ma il virus è stato comunque trovato su gruppi di zanzare che avrebbero infettato almeno un uccello selvatico. A destare apprensione è il fatto che, analogamente al virus West Nile, l’agente che causa infezioni da Usutu (noto anche con il nome Usuv) è un flavivirus patogeno soprattutto per gli uccelli.

 


I due virus differiscono per la frequenza con cui si registrano casi di mortalità proprio negli uccelli. E’ elevata per l’Usutu, ma bassa per il West Nile. Ma ci sono differenze anche per l'impatto sulla salute pubblica: il West Nile è responsabile di numerose conseguenze sugli esseri umani, con sintomi neurologici gravi e mortalità; mentre l’Usutu finora è stato rinvenuto solo raramente sull’uomo e prevalentemente con conseguenze non gravi.
Ciò non toglie, quindi, che la scoperta di questo virus in Umbria non crei qualche apprensione soprattutto per il rischio di una rapidità di diffusione e per la minaccia, più che per l’uomo, per la fauna volatile.
I due casi di positività al virus Usutu - spiega la Regione - sono stati rilevati, in particolare, "pool di zanzare Culex pipiens, nel territorio di Gubbio e nel territorio di Narni”.
Le zanzare Culex pipiens, per intenderci, tra le oltre 60 specie di questo insetto presenti in Italia, sono quelle più comuni nel Centro Italia. Di colore marrone chiaro e di piccole dimensioni, hanno un corpo lungo appena dai 5 ai 7 millimetri.
“Queste zanzare - spiegano gli esperti - frequentano prevalentemente gli ambienti caldi e umidi dove possono trovare ristagni d’acqua calda e sporca. Tuttavia, è possibile trovarle anche all’interno di boschi e fosse ricche di fogliame morto. Possono invadere anche le nostre abitazioni per cercare fonti di nutrimento. Se trovano case calde e umide, vi possono rimanere anche per lunghi periodi”. 

 


Tornando direttamente ai casi accertati nell’Eugubino e nel Gualdese, sono state subito attivate tutte le misure previste dalla normativa e da parte dei Servizi sanitari locali competenti. E sono state fornite tutte le indicazioni su come rafforzare i controlli sulle ordinanze comunali e valutare un’eventuale disinfestazione delle aree dove ora sono state riscontrate le positività.
Ma, anche se i timori per l’uomo non sono elevati, i singoli cittadini, dal canto loro, cosa possono fare per difendersi?
Il consiglio - ne abbiamo parlato anche ieri nelle nostre pagine di Primo Piano nazionale - lo ha dato proprio in questi giorni Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova interpellato in merito ai casi di West Nile accertati in Veneto ed Emilia: “La cosa che funziona meglio di tutti - ha spiegato Crisanti - sono i repellenti. Ce ne sono tanti molto efficaci, e poi le zanzariere di notte, se ci si trova ad abitare in una zona con molte zanzare”. In altre parole, ”si deve evitare di farsi pungere, fondamentalmente”. 
Un consiglio elementare, ma talmente semplice da essere spesso sottovalutato. Soprattutto da chi frequenta o abita in zone dove la presenza delle zanzare è considerata una consuetudine.