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Perugia, insulti omofobi a postino: condannato il collega

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Una condanna a sei mesi (pena sospesa) per stalking, mentre per gli altri cinque scatta la sentenza di non luogo a procedere per tardività della querela. Questa la pronuncia del giudice monocratico, Emma Avella, sul caso degli atti persecutori anche di tipo omofobo denunciati da un portalettere. Per loro l'accusa aveva comunque chiesto condanne da sei mesi a due anni, ma il giudice ha riconosciuto il difetto di procedibilità in relazione alla tempistica di presentazione della querela. Con la sentenza, poi, sono state riconosciute alle parti civili, ovvero il giovane lavoratore e Omphalos, provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 9 mila euro, di cui 5 mila alla vittima e i restanti all'associazione, a entrambi viene riconosciuto anche il rimborso delle spese legali. 

 

 

 

 

Il caso è nato dalla denuncia dello stesso portalettere che tra il 2010 e il 2015, epoca alla quale risalgono i fatti al centro del processo, era dipendente di una multinazionale con sede a Perugia. Il giovane aveva raccontato ai carabinieri di essere stato preso di mira dai colleghi prevalentemente a causa del suo orientamento sessuale. In particolare, la Procura contestava agli imputati una serie di atti persecutori, principalmente allusioni e provocazioni, in entrambi i casi anche di stampo omofobo. Tuttavia, durante il processo sono stati sentiti diversi testimoni ed è emerso che molti degli atti persecutori contestati dall'accusa si erano interrotti nel 2013, anziché nel 2015, e la differenza temporale ha generato il difetto di procedibilità per la querela depositata dal giovane, che a quel punto è risultata tardiva. Da qui la sentenza di non luogo a procedere per cinque colleghi, mentre uno ha rimediato la condanna a sei mesi (pena sospesa) in relazione a uno degli episodi più recenti.

 

 

 

 

 

 

“Sono soddisfatta, perché – ha commentato ieri l'avvocato Rita Urbani, che assiste il portalettere – si è comunque giunti almeno alla condanna di uno dei principali imputati, mentre la pronuncia di non luogo a procedere per tardività della querela non preclude l'azione civile per il risarcimento del danno anche nei confronti degli altri colleghi”. Per Omphalos, invece, è l'avvocato Sasha Soli a spiegare che “il riconoscimento della provvisionale all'associazione conferma la bontà dell'attività svolta sul territorio attraverso una serie di iniziative in alcuni casi anche vilipese”.