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Spoleto, ex Novelli: sbloccata la cassa integrazione

Chiara Fabrizi
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Superata l'impasse sulla cassa integrazione straordinaria per i lavoratori agricoli della ex Novelli di Spoleto. Lavoratori che però aspettano di capire come si procederà alla vendita del ramo uova, dove tuttora sono occupate un centinaio di persone. Sì, perché le organizzazioni sindacali sono ancora in attesa di una convocazione da parte delle curatele fallimentari coinvolte, ovvero Alimentitaliani e Gruppo Novelli, rappresentate da Fernando Caldiero e Marco Bartolini. Dall'incontro, che secondo le previsioni iniziali avrebbe dovuto svolgersi al più tardi all'inizio di questa settimana ormai terminata, ci si aspetta di conoscere tempi e modalità di vendita dopo che tre aste sono già andate deserte. Le ipotesi sul tavolo al momento risultano due, ovvero una quarta asta con lo stesso bando di vendita oppure la redazione di una nuova gara. Certo è, comunque, che i sindacati chiedono di accelerare il più possibile le procedure e arrivare quanto prima a una soluzione della vertenza.

 

 

In pista, secondo quanto emerso finora, c'è il Gruppo Eurovo, che alla fine del maggio scorso ha presentato una manifestazione di interesse attraverso la società agricola Librelle, ma anche la cooperativa dei lavoratori, che continua a lavorare con l'ambizione di prendere in mano il sito, anche se inizialmente l'ipotesi era di farlo con la formula dell'affitto del ramo d'azienda e occorrerà capire se l'acquisto è per i dipendenti un'opzione praticabile. 

 

 

L'unica buona nuova per il momento è, dunque, l'autorizzazione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori, circa sessanta, e a portarla è l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni. “Il ministero del Lavoro, dopo le procedure in sede regionale e nazionale, aveva concesso il 20 maggio scorso l'ammortizzatore sociale”, con la cigs per i lavoratori agricoli che è stata prevista dall'ultima legge di bilancio dello Stato. Tuttavia, come anche lavoratori e sindacati avevano denunciato, l'integrazione salariale non è stata pagata da Inps. Secondo Fioroni l'inghippo era legato “a problematiche amministrative insorte tra lo stesso ministero e l’Inps e per questo la cassa straordinaria non era stata effettivamente autorizzata”. Sulle sorti della produzione di uova a marchio Ovito l'assessore dice che “è stato manifestato l'interessamento da parte di importanti operatori nazionali del settore rispetto a possibili progetti di rilancio e sviluppo. Per tale motivo – conclude – l’autorizzazione definitiva dell'ammortizzatore sociale rappresenta un ponte” per traghettare i lavoratori in acque serene. Staremo a vedere.