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Diciassettenne perugino rapinato a Riccione

Sabrina Busiri Vici
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Un diciassettenne perugino rapinato, coltello alla gola, a Riccione nella notte tra martedì e mercoledì. “Il ragazzo – riportano i carabinieri della locale stazione dell’Arma - è nato a Perugia nel 2004. Ha spiegato che si trovava a tarda sera nei pressi del lungomare in una zona non molto frequentata a quell’ora quando è stato avvicinato da due persone, un sedicenne residente a Milano dove è nato da genitori nord africani e da un senegalese di 19 anni della zona. I due lo hanno minacciato e obbligato a dare ciò che aveva in tasca: 20 euro e il cellulare”.

 

 

Il perugino in un primo momento non aveva sporto denuncia, sono stati gli stessi carabinieri a contattarlo. Questo perché i due aggressori, dopo aver rapinato il diciassettenne, a distanza di due ore hanno fermato un ragazzo svizzero. Hanno chiesto il cellulare anche a lui ma il vetro era rotto e allora, non contenti, lo hanno obbligato a prelevare 500 euro dal bancomat. “Lo svizzero è comunque riuscito a dare immediatamente l’allarme e sul posto è arrivata una nostra pattuglia che lo ha fatto salire in macchina - riportano dal comando locale -. Da quel momento è iniziata la perlustrazione e i due sono stati individuati alle prime luci del giorno in un bar in piazzale Roma. Dalla perquisizione che abbiamo effettuato è stata recuperata l’intera refurtiva, sia i cinquecento euro estorti al ragazzo svizzero, sia il cellulare attraverso il quale siamo riusciti a risalire e contattare il giovane perugino che è stato invitato a presentarsi in caserma per la deposizione. Qui ha ricostruito interamente la vicenda – proseguono i carabinieri di Riccione - e riconosciuto i due aggressori. In base alla sua testimonianza, unitamente alla deposizione che in precedenza aveva rilasciato il giovane svizzero, abbiamo provveduto al fermo”.

 

 

I due malviventi sono adesso accusati di rapine aggravate continuate in concorso e di estorsione. Il minorenne di Milano si trova ora a Bologna, in un centro di prima accoglienza, a disposizione del Tribunale dei minori. Il senegalese, invece, è nel carcere dei Casetti in attesa della convalida del fermo.