Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Allarme siccità, il Trasimeno perde un centimetro al giorno

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Mentre in alcune frazioni umbre si porta l'acqua con le autobotti per non lasciare a secco le utenze, il lago Trasimeno perde un praticamente un centimetro al giorno. Le temperature altissime e l'assenza di piogge hanno causato l’abbassamento di 16 centimetri in 18 giorni. Se infatti al primo luglio la stazione di rilevamento di San Savino faceva registrare un meno 1,21 ieri era meno 1,37. Secondo il piano stralcio del lago Trasimeno il valore meno 1,20 metri rappresenta la soglia di livello critico. Nel 2008 e nel 2004 il lago scese anche a livelli più bassi arrivando a -1,70 nell’estate del 2008.

 

 

La situazione del Trasimeno e in generale della crisi idrica è stata affrontata in occasione della riunione dell’osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del 14 luglio. Nella relazione del Servizio risorse idriche della Regione Umbria redatta dall’ingegnere Marco Stelluti e dal geologo Roberto Checcucci si legge che: “Nei primi 6 mesi del 2022 si registra un deficit complessivo di precipitazioni di circa il 50%, con una media per i mesi di maggio e giugno intorno al 70%. Tale situazione risulta essere molto gravosa con notevoli conseguenze sulle disponibilità idriche per tutto il territorio regionale che risulta essere fondamentale per la ricarica dei sistemi acquiferi”. E la situazione, basta alzare gli occhi al cielo e controllare le previsioni, non lascia presagire alcun miglioramento per la siccità. Tanto che nei giorni scorsi alla Regione è arrivata la richiesta dell’Ente Acque Umbre Toscane di procedere alla diminuzione della quantità di acqua da rilasciare nel Tevere dalla diga di Montedoglio. La questione verrà valutata dagli uffici competenti. L’ultima volta che è stata fatta una richiesta di questo tipo era il 2012. Nella diga, alla data di ieri risultavano presenti 54 milioni di metri cubi di acqua, un livello simile al 2020. Nella relazione dell’Osservatorio si legge che “allo stato attuale è ipotizzabile che per il termine della stagione irrigua si arrivi ad un valore residuo intorno ai 30 milioni di metri cubi” ma che, “tali valori risultano al limite per garantire un adeguato utilizzo plurimo della risorsa idrica”. Per quanto riguarda invece la diga di Arezzo a Spoleto e utilizzata dal comprensorio irriguo della Valle Umbra sud viene registrata un disponibilità per l’uso irriguo ridotto al 25%. 

 

 

Alla luce della situazione per cui non si attende alcun miglioramento nei prossimi giorni è prevista una nuova riunione in cui verrà valutato se ritoccare le ordinanze relative alle limitazioni per gli attingimenti emesse dalla Regione il 4 luglio scorso. Basti pensare che in alcune delle 80 stazioni di rilevamento idrometriche che ci sono in Umbria, in questi giorni non si registra nulla perché il corso d’acqua si è talmente abbassato che si misura magari una roccia. Nella relazione dell’Osservatorio si legge in chiusura che “pur avendo adottato tutte le misure preventive, prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile, nel quale la disponibilità della risorsa idrica non risulta sufficiente ad evitare possibili danni al sistema”.