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Terni: Treofan, chiesto nuovo tavolo al Mise. Vola via il gazebo simbolo del presidio

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Il gazebo dei lavoratori di Treofan, posto a Terni in piazzale Donegani, davanti alla portineria principale del polo chimico della Polymer è stato spazzato via dalle intemperie.

Era il simbolo della lotta continua, della resistenza dei lavoratori in difesa del posto di lavoro, che appena possibile sarà ripristinato, a dimostrazione che non si ha alcuna voglia di mollare e, al riguardo, è stato chiesto un nuovo incontro al Mise

 


La multinazionale indiana Jindal, un paio di anni fa ha deciso la liquidazione dell’azienda e il conseguente licenziamento collettivo per cessata attività di 142 lavoratori, di cui 95 operai e 44 impiegati della sede di Terni e 2 dirigenti e un impiegato della sede di Milano. 
Nella lettera inviata dal liquidatore, in quel periodo l’avvocato Ettore Del Borrello, tra i motivi della decisione indicava la crescente competitività del mercato, l’emergenza pandemia, oltre ai costi per la gestione dello stabilimento ternano per energia, manodopera e smaltimento degli scarti, manutenzione, costi fissi. 

Da tempo le produzioni erano state spostate in altri siti del gruppo, dando il colpo definitivo alla sopravvivenza del sito del polo chimico della Polymer

I lavoratori, oggi sono circa 120, sono in cassa integrazione che scadrà a febbraio 2023. I segretari nazionali di categoria, nei giorni scorsi, come detto si sono rivolti al Ministero Sviluppo Economico, con una lettera per chiedere di riaprire il tavolo e fare il punto della situazione. 

 


In un precedente summit, in via Molise a Roma, il nuovo liquidatore professor Varazi, presenti rappresentanti della regione Umbria, del ministero, di Confindustria Umbria e i segretari nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, aveva comunicato che sono due le manifestazioni di interesse per l’acquisizione di Treofan. 

La prima, coadiuvata da una due diligence, è per l’avvio di una attività da parte di una società che opera in un settore non in continuità con l’attività di produzione di film da polipropilene, svolta da Treofan in precedenza. Il progetto prevede l’impegno aziendale in un settore fortemente innovativo, con l’impiego di una parte consistente dell’organico ad oggi ancora presente. 

La seconda manifestazione di interesse, è di una società della Lituania, impegnata nel settore chimico plastico, che intenderebbe riavviare gli impianti di produzione presenti nello stabilimento, attraverso un adeguato revamping, per acquisire un ruolo nel mercato del film, con un progetto che vedrebbe un impegno occupazionale che va oltre le 108 unità ancora presenti. I lavoratori lamentano di non essere stati più informati sull’esito delle manifestazioni di interesse, con il trascorrere del tempo si avvicina la scadenza della cassa integrazione.