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Umbria Jazz, Anais Drago: " Il violino e la mia voce per stregare il pubblico"

Claudio Bianconi
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Umbria Jazz si prepara per il gran finale: questa sera all’arena Santa Giuliana (ore 21) c’è la cantante e pianista Diana Krall, ormai habituée di Umbria Jazz e tra le jazz singer più apprezzate dal pubblico del festival per la sua elegante modulazione vocale e per il suo timbro sofisticato, ma caldo. Domani l’appuntamento è con Tom Jones mentre domenica l’attesissima finale con Jeff Beck e Jhonny Depp

 

 

 

 

 

A stregare il pubblico di Umbria Jazz c’è anche Anais Drago, ospite di Accordi Disaccordi oltre che nel set della Galleria nazionale dell’Umbria. Violinista e nuovo talento del jazz italiano, resident artist di Umbria Jazz ’22, Anais Drago viaggia al ritmo infernale di due-tre concerti al giorno per rispettare un programma che quasi non le lascia respiro. Basti solo pensare che nella giornata di sabato scorso ha preso parte a tre concerti, di cui uno in solo con il suo album “Solitudo” alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria. L’abbiamo raggiunta al telefono per capire meglio come stia vivendo la sua intensa esperienza di musicista che in qualche anno è riuscita ad imporsi all’attenzione di pubblico e critica.
In epoca romantica il violino conobbe un grande successo perché il suo suono veniva associato alla voce umana. Cosa è cambiato da allora a oggi?
“Sono cambiate tante cose e forse nessuna. In realtà mi ritrovo molto in questa definizione, cioè che il violino sia molto vicino alla voce pur avendo un suono molto lontano dal suono romantico del violino. Mi sento di confermare questo assunto, ma al contempo dicendo che forse ne sono cambiate le forme e i modi espressivi. Specialmente in ambito improvvisativo io trovo che trovare un proprio suono sul proprio strumento che possa veramente esprimere la tua voce (nel mio caso c’è anche una congiunzione astrale che vuole che la mia estensione vocale sia pressoché quella del violino) è una cosa che sento molto, molto mia, nel senso di oggetto della mia personale ricerca sul suono”.

 

 

 

 

 


 

 

 

La tua voce che spesso si interseca con quella del violino, anche stravolta e campionata..
“Sì, sono ovviamente un soprano, ma non padroneggio assolutamente la tecnica vocale, mi piace utilizzare delle note lunghe e delle linee che si incastrino con quelle che faccio con il violino giocando molto sul registro acuto, più che sul registro basso che non ho per niente sviluppato”.
Passi tranquillamente dalla partnership pop con Ultimo, al gipsy-jazz con Accordi Disaccordi. Dall’Orchestra nazionale jazz Giovani talenti di Paolo Damiani alle sperimentazioni sui suoni delle profondità terrestri reinterpretati dopo i rilevamenti geoacustici…
“Sentirlo dire dagli altri è veramente assurdo. E’ un calderone altamente improbabile, ma al contempo assolutamente entusiasmante per me. Diciamo che non passo con tranquillità da un genere all’altro. Più che altro è una sfida, non solo perché il repertorio è diverso e anche il modo di suonare, ma anche perché ognuno di questi mondi musicali si porta dietro tanti altri dettagli che sono specifici e da una parte mi sento un pochino sballottata perché questa estate è veramente un tour de force in cui mi alterno e cambio continuamente maschera. Dall’altro sto vivendo un’esperienza incredibile, una specie di viaggio ai duecento all’ora, una compressione di esperienze che non riesco ancora a metabolizzare e mi servirà sicuramente un tempo di decantazione in cui lascerà che tutte le esperienze vengano un po’ a galla e decantino. Perché per il momento è tutto un gran frullatore, molto divertente”.
Umbria Jazz ti ha già avuta quattro anni fa come allieva delle clinics al Berklee College. Ora sei tornata da protagonista, tra l’altro anche con un concerto da solista con il tuo album “Solitudo” alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria. Che effetto fa?
“Proprio questa mattina sono stata invitata da Giovanni Tommaso alle Clinics per offrire una piccola testimonianza davanti a una classe in cui raccontavo un po’ quello che è successo in questi otto anni. Beh, un bilancio che mi sembra incredibile”.