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Umbria, richieste sfratti: a Terni + 192%. Perugia regge meglio

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“A Perugia siamo riusciti a contenere l’emergenza grazie a un protocollo stipulato con il sindacato dei proprietari per la ricontrattazione dei canoni ma a Terni non si è potuto fare altrettanto e la situazione è precipitata”: Cristina Piastrelli, segretario del Sunia di Perugia e nella segretaria nazionale del sindacato degli inquilini, spiega così i numeri emersi dal report del ministero dell’Interno relativi agli sfratti. Sono stati 502 i provvedimenti emessi in Umbria nel corso del 2021, di questi 462 per morosità e 40 per finita locazione. 155 le richieste di esecuzione da parte dell’ufficiale giudiziario, 121 i provvedimenti eseguiti con l’intervento della forza pubblica. Ma a balzare agli occhi sono i numeri relativi alla provincia di Terni: le richieste di esecuzione dello sfratto sono state 146, il 192% in più rispetto al 2020. Gli sfratti eseguiti 50, il 108,33% in più rispetto all’anno precedente.

 

 

 

 

Perugia regge meglio: 9 le richieste di esecuzione, 71 gli sfratti eseguiti, il 44,90% in più rispetto al 2020 quando - complessivamente, in tutta la regione - erano stati emessi 428 provvedimenti di sfratto. Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione inquilini, inserisce la città dell’acciaio tra quelle più colpite in Italia dal fenomeno sfratti: “Caro affitti insostenibile per i redditi medio bassi, assenza di case popolari a canone sociale e aumento della povertà alla base del mix velenoso”. La situazione rischia di aggravarsi nel 2022, i numeri rischiano di raddoppiare sia a Perugia che a Terni - evidenzia Piastrelli - se non verranno rivisti i contratti di locazione Ater, per esempio, 9 mila famiglie si ritroveranno a dover scegliere se pagare l’affitto o mangiare. Per fortuna la disponibilità dell’assessore regionale Enrico Melasecche e della direzione dell’Ater è massima, c’è assoluta consapevolezza della difficoltà in cui si trovano le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e a saldare le bollette. Stiamo andando casa per casa, insieme ai rappresentanti dell’Ater, per rassicurare coloro che hanno le situazioni più difficili per fargli capire che hanno la nostra comprensione e che non saranno lasciati soli”.

 

 

 

 

 

 

 

Accanto a coloro che non riescono a pagare l’affitto, ci sono le famiglie che una casa non ce l’hanno proprio. “Anche in questo stiamo facendo grandi passi in avanti - evidenzia Piastrelli - per la prima volta in Umbria, l’assessore Melasecche ha imposto a tutti i Comuni di gestire gli alloggi per l’accoglienza in emergenza abitativa. Ora speriamo nel nuovo bando per le case popolari”.