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Umbria, turisti francesi morti in vacanza in un incidente: indagati dirigente e tre tecnici Anas

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Alessandro Antonini
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Un dirigente Anas e tre tecnici dell’ente strade sono indagati per omicidio stradale colposo nel caso della morte di Marc Albert Sansonetti e Marie Therese Biernat, 66 e 64 anni, deceduti a il 3 giugno 2019 dopo essere usciti fuori strada con la propria Yaris e finiti in un burrone di 9 metri su un tratto della 73 bis Bocca Trabaria all’altezza di San Giustino. I corpi erano stati ritrovati 10 giorni dopo il sinistro. Della vicenda si era occupato anche Chi l’ha visto. Dopo una richiesta di archiviazione della Procura e la conseguente opposizione da parte dell’avvocato dei famigliari delle vittime, Giuseppe Innamorati, il caso è stato riaperto e il pubblico ministero Mario Formisano ha chiuso le indagini chiedendo il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata rinviata al 19 settembre prossimo per la costituzione di Anas. Secondo l’accusa, è scritto nel capo di imputazione, “il decesso delle persone offese non si sarebbe verificato” se i quattro dipendenti Anas del compartimento di Perugia (il dirigente nel frattempo è stato trasferito) “avessero garantito la sicurezza e l’incolumità degli utenti della strada”.

Come? Sempre secondo il magistrato andava “segnalato il tornante con appropriata segnaletica verticale di pericolosità da integrare con pannello”, poi andavano installati “appositi delimitatori e delineatori modulari di curva stretta e tornante”. Non per ultimo, andava “protetta la scarpata con idonea barriera di contenimento e/o guard rail”. La “mancata presenza di tali opere e segnali faceva sì che le persone offese non si avvedessero del tornante e proseguissero dritti senza affrontare l’andamento curvilineo della strada”, conclude la Procura. Innamorati ha nell’opposizione ha dimostrato che “ l’auto è uscita di strada in un punto in cui “c’è un accesso abusivo alla strada e mancanza di segnaletica di pericolo e barriere di protezione”.

La coppia di turisti francesi era in vacanza in Italia e da Bologna si stava recando a Perugia.Gli indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, Vincenzo Maccarone, David Zaganelli, Camillo Cristini e Daiana Bernardini. Tutti respingono le contestazioni.