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Terni, rapina al supermarket. Condannati in appello due fratelli

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La Corte d'Appello di Perugia, presieduta da Giancarlo Massei e composta dai giudici Andrea Battistacci e Fabio Massimo Falfari, lunedì 11 luglio, ha rimodulato le pene inflitte lo scorso maggio ai due fratelli originari di Cosenza, rispettivamente di 34 e 31 anni, condannati dal Tribunale di Terni, con le modalità del rito abbreviato, per la rapina del 10 marzo 2020 ai danni del supermercato Emi di via Di Vittorio, proprio nei giorni in cui l'Italia intera entrava in lockdown a causa del Covid. I giudici di secondo grado hanno ridotto le due condanne che sono scese da 7 a 6 anni e da 6 anni e 8 mesi a 5 anni e 4 mesi.

I due imputati, che sono attualmente a piede libero, erano stati arrestati poco più di un mese dopo il raid dagli agenti della squadra mobile di Terni che, coordinati dal dirigente Davide Caldarozzi, avevano indagato sull'accaduto (nella foto gli oggetti sequestrati dalla polizia). Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, i due banditi erano entrati nel supermercato con il volto coperto e una pistola in mano con cui avevano minacciato il personale presente nel punto vendita. Dopo aver colpito con il calcio della pistola un cassiere, si erano impossessati di circa 1.600 euro in contanti presenti nelle casse ed erano fuggiti a tutto gas a bordo di un'auto Y10 facendo perdere le proprie tracce. Per le persone presenti all'interno del punto vendita erano stato momenti di autentico terrore.

A difendere i due fratelli calabresi in aula c'erano gli avvocati Francesco Mattiangeli, Daniela Paccoi ed Emanuela Capparelli. Per il primo dei tre legali, "il ricorso in Cassazione è a questo punto scontato. Continuiamo a sostenere la loro totale estraneità, anche perché alle ore 15 del giorno della rapina, ovvero nell'orario in cui il fatto era avvenuto, i miei assistiti - conclude - erano stati controllati dalle forze dell'ordine nei pressi della loro abitazione".