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Terni, l'Ipsia Pertini ha fatto giocare al calcio i migranti minori non accompagnati

Giorgio Palenga
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L’educazione fisica non rientrava nelle materie di competenze ed invece, grazie al direttore didattico, il professor Fabrizio Canolla, e alla buona volontà di alcuni docenti, non solo hanno svolto attività sportiva ma anzi hanno anche dato vita a un torneo che proprio giovedì 7 luglio 2022 dà vita al suo atto finale a Terni.

Sono i circa 60 ragazzi che hanno frequentato l’Ipsia Sandro Pertini di Terni, la maggioranza dei quali minori non accompagnati o giovani con background migratorio, che si ritroveranno alle 10, al campo della Farini, in via del raggio Vecchio, per la finale del “Torneo del Mondo”, organizzato proprio dall’Ipsia Sandro Pertini Cpia.

 

 

Il nome dato alla manifestazione non è casuale perché si tratta di ragazzi di tantissime nazionalità ed etnie, non ultimi anche diversi ucraini arrivati negli ultimi mesi proprio a causa della guerra scoppiata nel loro Paese. L’iniziativa, fortemente voluta dal dirigente Canolla, ha messo letteralmente in campo le “eccellenze” della scuola in campo… sportivo, sebbene all’interno dell’Ipsia insegnino o abbiano insegnato tutt’altro: il professor Matteo Bottegoni, che quando non è dietro la cattedra è guardalinee in serie A, e il professor Danilo Lucianetti, alle spalle una lunga esperienza di allenatore di settore giovanile, anche con la Ternana. La scuola è stata impegnata nell’organizzazione di tutte le fasi preparatorie del torneo, dalla preparazione atletica, all’acquisto delle divise, ai certificati medici, ma è stata anche sempre supportata dalla rete delle onlus del territorio che seguono i ragazzi minori al di fuori del tempo scuola.

 

 

“La filosofia che ci ha guidato – spiega Fabrizio Canolla – è che il calcio insegna a far parte di una squadra, quindi ad interagire con gli altri e a lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. I ragazzi apprendono ad ascoltare i compagni di squadra quando prendono decisioni sul gioco o sulla strategia: un’abilità che servirà in futuro quando si lavorerà con i colleghi al lavoro o a scuola. Sul ‘campo’ i giovani imparano comportamenti sociali basati sul rispetto delle regole e strategie per la soluzione conflitti con gli strumenti della mediazione e il controllo delle emozioni”.