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Umbria, violenza donne: una richiesta di aiuto al giorno

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Fra. Mar.
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Se si sommano i numeri delle donne che, dall’inizio dell’anno si sono rivolte a centri antiviolenza dell’Umbria emerge che quotidianamente almeno una va a chiedere aiuto. Per salvarsi da compagni e mariti violenti. Per mettere in salvo figli a loro volta vittime di situazioni insostenibili. Sono 286 le donne che dall’inizio dell’anno si sono fatte aiutare dai centri antiviolenza dell’Umbria.

 

 

Nello specifico, al Centro antiviolenza, Doriana Bellini di Perugia, dall’inizio dell’anno le donne assistite sono state 69,mentre quelle accolte come ospiti sono state 11 con 13 minori. Dal 2014 sono state 2.101 quelle assistite e quelle accolte 176 con 194 minori. Il servizio telefono donna di Perugia ha prestato assistenza a 74 donne, mentre quello di Terni a 69. Al centro Mia di Foligno sono state 30 le donne assistite, mentre 24 a quello Medusa di Città di Castello e 9 a quello di Gubbio.

 

 

“E’ importante evidenziare - dice la presidente dell’associazione Liberamente donna, Maurita Lombardi che i centri antiviolenza li gestisce - che tutti questi servizi sono nati a cascata dal 2014 in poi e che prima in Umbria non c'erano. La presenza di più centri nei vari territori umbri consente una maggiore emersione del fenomeno, e una risposta alle richieste. Questo - aggiunge - è possibile anche grazie al supporto degli enti a livello territoriale, Comuni e alla Regione. Restano purtroppo le problematiche legate alle modalità e ai tempi di erogazione dei fondi pubblici. Problematica questa che mette a dura prova il lavoro dei centri e delle operatrici. È sicuramente auspicabile che a livello nazionale si cerchi di arginare questa criticità. La soluzione al contrasto alla violenza non può prescindere da un investimento strutturato nei relativi servizi. E in un riconoscimento formale del lavoro svolto dalle operatrici che - conclude Lombardi - hanno una formazione specialistica in materia e operano secondo protocolli europei”.